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L’Ecuador dichiara otto giorni di lutto nazionale

A una settimana dal sisma che ha colpito il paese sudamericano il numero delle vittime sale a 646

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L’Ecuador ha dichiarato il lutto nazionale. Nelle prossime ore, come annunciato dal presidente Rafael Correa, verrà firmato un decreto con il quale si dichiareranno “otto giorni di lutto nazionale”, per commemorare le vittime della peggiore catastrofe naturale che ha colpito il paese sudamericano negli ultimi 67 anni.

Il presidente, in un intervento sulla televisione di stato, ha poi confermato che il numero delle vittime del terremoto è salito a 646, mentre ancora 130 persone risultano disperse. Anche numerosi cittadini stranieri provenienti da Regno Unito, Irlanda, Canada, Colombia, Cuba e Repubblica Dominicana, sono stati confermati tra le vittime.

A una settimana dal sisma di magnitudo 7.8 che ha colpito al largo della costa ecuadoriana, si continua a scavare tra le macerie delle città coinvolte.

I paesi vicini, come il Cile, si sono immediatamente attivati per inviare soccorsi nelle zone terremotate dell’Ecuador, mentre le principali organizzazioni internazionali, tra cui il Programma alimentare mondiale, l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, Oxfam e Save the Children hanno inviato gli aiuti umanitari.

Per quanto riguarda i costi della ricostruzione, potrebbero essere necessari fino a 3 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dal presidente Correa durante una visita nelle regioni più colpite dal sisma. La Banca Mondiale ha stanziato un prestito di 150 milioni di dollari per aiutare il paese andino ad affrontare i costi finanziari del sisma. 

La tragedia ha colpito l’Ecuador in un momento in cui il paese produttore di petrolio è già scosso dalla crisi dei prezzi del greggio a livello mondiale. “Si tratta di una tragedia nazionale, ma il paese si riprenderà”, ha sottolineato Correa.