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320mila bambini yemeniti rischiano la malnutrizione

Un rapporto dell'Unicef svela il reale impatto del conflitto in Yemen sui bambini. La popolazione al di sotto dei 15 anni del paese è di quasi il 50 per cento

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Centinaia di migliaia di bambini in Yemen vanno incontro a una malnutrizione talmente grave da rischiare di ucciderli, milioni di essi non hanno accesso all’assistenza sanitaria o all’acqua potabile, mentre alcuni sono stati reclutati come soldati nel conflitto che dura ormai da un anno. Sono alcuni dei dati resi pubblici dall’Unicef martedì 29 marzo 2016.

Il rapporto dell’agenzia dell’Onu, che si intitola Childhood on the brink, riferisce che tutte le fazioni in conflitto hanno arruolato un numero esponenziale di minori. I casi documentati sono 848, inclusi bambini di appena dieci anni.

“In media, vengono uccisi o feriti almeno sei bambini al giorno”, si legge sul rapporto. L’Unicef ha confermato che le vittime dirette del conflitto sono 934, mentre i feriti 1.356. Ma, precisa, si tratta solo della punta dell’iceberg.

“Il 61 per cento dei bambini uccisi o feriti sono stati vittima dei bombardamenti aerei [della coalizione guidata dall’Arabia Saudita] in tutto il paese”, ha riferito telefonicamente Julien Harneis, il rappresentante dell’Unicef in Yemen, da Sana’a, capitale del paese.

Tutte le parti in conflitto hanno violato il diritto internazionale con l’uso indiscriminato e sproporzionato della forza. La morte di questi bambini non solo è sbagliata, ma non era affatto inevitabile, ha detto Harneis. Per esempio, in più di un’occasione i raid hanno colpito mercati all’aperto.

I servizi essenziali e le infrastrutture sono “sull’orlo del collasso”, prosegue il rapporto. Gli attacchi indiscriminati hanno colpito anche scuole, ospedali e il sistema fognario.

L’Onu ha reso noto la settimana scorsa che le fazioni in guerra hanno deciso di aderire a un cessate il fuoco a partire dal 10 aprile, e che parteciperanno ai colloqui di pace a partire dal 18 aprile. A un anno dall’inizio del conflitto, più di 6.200 persone hanno perso la vita.

“Speriamo che la tregua che comincerà il 10 permetta ai genitori e alle famiglie di accedere all’assistenza medica e altri servizi”, ha dichiarato Harneis a Reuters.

“A Sa’ada [nel nordest del paese], nel corso della passata settimana, c’è stata una significativa riduzione dei combattimenti nella zona del confine [con l’Arabia Saudita]. A Sana’a ci sono stati meno bombardamenti”, ha proseguito.

Secondo il World Food Programme (Wfp), quasi la metà delle 22 province yemenite sono sull’orlo della carestia.

Harneis ha riferito che l’Unicef somministra forniture nutrizionali e vaccini contro il morbillo, la poliomelite e altre malattie infantili, ma non è abbastanza.

“C’è stato un incremento sia della malnutrizione acuta grave che di quella cronica”, ha spiegato Harneis.

Secondo il rapporto dell’Unicef, sono 320mila i bambini a rischio di malnutrizione acuta grave, che li rende particolarmente vulnerabile a infezioni respiratorie mortali, polmonite e malattie trasmesse via acqua.

Per ora, l’Unicef è in grado di raggiungere solo 200 mila di loro.

Quasi 10 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni, su una popolazione di circa 24 milioni di abitanti, hanno bisogno di assistenza umanitaria per prevenire l’ulteriore deterioramento delle loro condizioni.

“L’Unicef stima che quasi 10mila bambini sotto i cinque anni potrebbero essere morti nel corso dell’anno passato a causa di malattie che potevano essere prevenute”, riferisce il rapporto citando i bassi tassi di vaccinazione e il declino nelle capacità del paese di fornire cure adeguate.