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Cosa è successo il 22 marzo a Bruxelles

Un riassunto semplice e chiaro di cosa è successo oggi nella capitale belga

Immagine di copertina

Due esplosioni quasi simultanee hanno colpito l’area delle partenze dell’aeroporto internazionale di Zaventem, a nordest di Bruxelles, martedì 22 marzo 2016 intorno alle otto del mattino.

Circa un’ora dopo, una terza esplosione ha colpito la fermata della metropolitana di Maelbeek, nel centro della capitale belga, vicino a diversi edifici istituzionali dell’Unione europea, che in seguito sono stati messi in sicurezza.

Il bilancio finora è di 34 vittime e oltre 230 feriti, alcuni in modo grave.

L’Isis ha rivendicato gli attacchi attraverso un’agenzia di stampa affiliata al gruppo.

La polizia belga sta cercando di identificare due uomini vestiti di nero inquadrati dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto. Potrebbero essere gli attentatori.

Le forze dell’ordine hanno anche diffuso un avviso di ricerca per un terzo uomo, inquadrato accanto ai presunti terroristi, con indosso una giacca bianca e un cappello scuro.

Il premier belga Charles Michel ha dichiarato che si tratta di un “giorno nero” per il Belgio. Il primo ministro ha anche annunciato tre giorni di lutto nazionale.

L’aeroporto di Bruxelles, dove è stata trovata una terza bomba inesplosa, resterà chiuso fino a mercoledì. Le forze di sicurezza e gli artificieri hanno perlustrato l’aeroporto e fatto brillare alcuni pacchi e bagagli sospetti.

Tuttavia in serata è stato rinvenuto un ulteriore pacco sospetto, inducendo le autorità a ristabilire il cordone di sicurezza attorno all’aeroporto e ricominciare la ricerca.

La rete dei trasporti pubblici è stata temporaneamente interrotta. Nel pomeriggio, le stazioni dei treni, tranne quella centrale, sono state riaperte. La città è stata paralizzata per ore e le autorità belghe hanno invitato i cittadini a non spostarsi e non creare assembramenti. Il movimento cittadino è ripreso solo in serata.

I residenti della capitale belga hanno dato il via a una gara di solidarietà per sostenersi a vicenda. I tassisti hanno offerto corse gratuite per evacuare le persone. Sono aumentate le donazioni di sangue e cittadini hanno offerto aiuto, cibo e alloggio temporaneo alle persone in difficoltà.

Alcune linee di trasporto transnazionali hanno interrotto i servizi da e per il Belgio. L’esercito e le forze dell’ordine pattugliano le strade della capitale belga, e hanno incrementato la sorveglianza sui luoghi sensibili come le stazioni.

Il gruppo anti-terrorismo della polizia belga sta conducendo delle perquisizioni in alcune case di Bruxelles e nel resto del paese. L’area intorno al distretto Schaerbeek, nordest di Bruxelles, è stata isolata ed evacuata per sei ore.

Durante i raid proprio nel sobborgo nordorientale di Schaerbeek la polizia ha trovato un congegno esplosivo contenente dei chiodi, sostanze chimiche e una bandiera del sedicente Stato islamico.

Solo pochi giorni fa, venerdì 18 marzo, Salah Abdeslam, uno degli attentatori di Parigi, era stato trovato e arrestato dopo una lunga caccia all’uomo che ha fatto seguito a un raid delle forze dell’ordine belghe.

Alcuni funzionari statunitensi hanno messo in relazione gli attacchi proprio con la cattura del ricercato. Il procuratore federale belga, Frederic Van Leeuw, ha dichiarato in conferenza stampa che è ancora troppo presto per mettere gli attacchi di oggi in connessione con quelli di Parigi del 13 novembre 2015, durante i quali persero la vita 130 persone.

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Immediate le dichiarazioni di solidarietà degli altri capi di stato europei e internazionali. Il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière, ha detto che gli attacchi di Bruxelles non colpiscono solo il Belgio ma l’intera Unione europea.

Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha invece dichiarato: “Siamo in guerra. In Europa da diversi mesi ormai subiamo degli atti di guerra”. In tutta Europa sono state incrementate le misure di sicurezza.

Il governo siriano ha condannato gli attacchi di Bruxelles, sostenendo che sono il risultato di una serie di politiche sbagliate sul terrorismo.

In serata, alcuni monumenti europei sono stati illuminati con i colori della bandiera del Belgio, dalla Tour Eiffel di Parigi alla Fontana di Trevi di Roma.