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49 persone sono morte in una rivolta carceraria in Messico

Secondo il governatore dello stato federale messicano Nuovo Leon, si sarebbe trattato di uno scontro tra membri di due diversi cartelli del narcotraffico

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Uno scontro tra due gruppi rivali all’interno del carcere di Topo Chico, nei pressi di Monterrey, nel nord del Messico, si è concluso con la morte di 49 persone.

Jaime Rodriguez, governatore dello stato federale messicano Nuovo Leon, dove si trova il carcere, ha reso noto che ci sarebbero anche 12 persone rimaste ferite negli scontri.

La tensione è cominciata quando un incendio ha iniziato a propagarsi in un magazzino del carcere. Le forze dell’ordine hanno definito la situazione come “sotto controllo”, ma numerosi parenti dei carcerati hanno bloccato le strade nei pressi del carcere chiedendo informazioni.

La mancanza di notizie su cosa stesse accadendo all’interno del penitenziario ha portato alcuni parenti a lanciare sassi e oggetti infuocati contro l’ingresso della struttura, nel tentativo di riuscire a entrarvi, ma sono stati fermati dalla polizia antisommossa.

Secondo la ricostruzione resa nota da Rodriguez, il fuoco nel magazzino sarebbe stato appiccato da alcuni detenuti che, così facendo, hanno dato inizio a uno scontro tra due diversi gruppi.

I gruppi in questione sarebbero stati da un lato gli uomini legati al cartello di narcotrafficanti degli Zetas, mentre dall’altra il cartello del Golfo.

Secondo un rapporto del 2014 stilato dalla commissione nazionale per i diritti umani del Messico, il carcere di Topo Chico ospiterebbe circa 4.600 detenuti nonostante sia stato progettato per 3.600.