Me
Famiglie riunite
Condividi su:

Famiglie riunite

Nord e Sud Corea hanno trovato l'accordo per riunire brevemente dopo 60 anni alcune delle famiglie separate dalla guerra

05 Feb. 2014

Milioni di persone sono state separate dalle loro famiglie durante la guerra del 1950 tra Corea del nord e Corea del sud. La maggior parte di loro oggi sono morte, ma in Corea del sud ci sono ancora 72 mila uomini e donne che desiderano ricongiungersi ai familiari, anche solo per pochi giorni, e adesso hanno una speranza.

I funzionari della Corea del nord e della Corea del sud si sono incontrati oggi nel villaggio di Panmunjom, lungo il confine che divide a metà la penisola coreana, e hanno trovato l’accordo per una riunione tra le famiglie che dovrebbe tenersi dal 20 al 25 febbraio sul monte Kumgang, nella parte nord della penisola.

L’intesa costituisce un piccolo segnale di progresso nei rapporti tra i due Paesi che negli ultimi anni hanno cercato talvolta di collaborare, nonostante le tensioni, adottando le misure più elementari per la costruzione di fiducia reciproca. L’ultimo incontro di questo tipo organizzato per le famiglie risale al 2010. Già nello scorso mese di settembre i due Paesi avevano concluso un accordo per la riunione di 100 famiglie, ma solo 4 giorni prima della data stabilita per l’incontro, Pyongyang aveva cancellato l’evento, facendo riferimento a presunte “ostilità” da parte del sud.

“Faremo del nostro meglio per iniziare il nuovo anno con il piede giusto nei rapporti tra il nord e il sud”, ha detto Lee Duk-haeng, capo della delegazione della Corea del Sud, prima dell’incontro.

Oltre 72 mila persone sono iscritte nelle liste d’attesa in Corea del sud per incontrare i loro familiari residenti nel nord, ma solo poche centinaia di partecipanti vengono selezionati di volta in volta per questi eventi. La maggior parte di loro non sanno se i loro parenti sono ancora vivi, perché tra i due Paesi esiste uno dei confini più fortificati al mondo e ai cittadini è impedito da sessant’anni di entrare in contatto tra loro con lettere, telefonate o e-mail.

Circa 22 mila coreani hanno avuto finora la possibilità di brevi riunioni di famiglia – 18 mila di persona e gli altri tramite video – nel corso di un periodo di distensione tra il nord e il sud, ma a nessuno di loro è fornita una seconda possibilità di incontrare i parenti da tempo perduti.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus