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Al-Zawahiri contro Guantanamo

Il leader di al-Qaeda si scaglia contro il campo di prigionia, denunciando i maltrattamenti subiti dai suoi detenuti

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Guantanamo è una delle pagine più buie della storia americana e gli Stati Uniti non hanno ancora finito di scriverla. Oggi Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda, è apparso in un video diffuso su internet da un sito islamista, denunciando i maltrattamenti perpetrati dalle autorità del carcere di Guantanamo nei confronti dei detenuti.

L’autenticità delle dichiarazioni non è ancora stata accertata, ma al-Zawahiri ha promesso che l’organizzazione fondamentalista non lesinerà alcuno sforzo per ottenere la liberazione dei prigionieri, composti da combattenti irregolari coinvolti in attività terroristiche.

Il campo di prigionia preventiva di Guantanamo inizia la sua attività presso la base cubana nel 2002 sotto l’amministrazione Bush. A oggi trattiene 166 militanti islamici in attesa di processo, provenienti per lo più da Yemen, Pakistan e Afghanistan, sospettati di reati riconducibili al terrorismo e ritenuti troppo pericolosi per esser rilasciati.

Zawahiri muove l’accusa: “Lo sciopero della fame organizzato all’interno del carcere dai nostri fratelli musulmani smaschera la debolezza dell’amministrazione Obama”.

Dal 6 febbraio, infatti, almeno un centinaio dei detenuti dell’isola cubana digiunano volontariamente per protestare contro le vessazioni subite nel “carcere degli orrori” e intendono proseguire lo sciopero fino a quando la prigione non chiuderà i battenti.

Le guardie carcerarie hanno sottoposto i detenuti all’alimentazione forzata e hanno chiesto l’intervento di quaranta medici per fornire un’assistenza specializzata. La situazione si è aggravata con l’inizio del Ramadan, che ha costretto i dottori a rispettare il digiuno religioso dei detenuti musulmani, somministrando gli alimenti soltanto nelle ore notturne.

Il numero uno di al-Qaeda non ha precisato come intende agire ma i membri dell’organizzazione hanno spesso, in passato, preso in ostaggio degli occidentali per barattare la loro libertà con il rilascio dei militanti islamici detenuti nelle carceri.

Gli ultimi maltrattamenti consumati tra le sbarre del carcere hanno nuovamente infiammato il dibattito circa l’urgente questione umanitaria nel campo di detenzione. Il presidente Obama ne aveva promesso la chiusura in molti discorsi pubblici, firmando nel gennaio 2009 un ordine per lo smantellamento del carcere (ma non della base militare) cui però il Senato non ha mai dato la sua autorizzazione.