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Il Vaticano e gli abusi sessuali

Il Comitato Onu sui diritti dell'infanzia ha chiesto informazioni dettagliate sui casi di abusi su minori da parte di sacerdoti

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Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha pubblicato martedì le sue richieste di informazione alla Santa Sede riguardo agli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti cattolici.

La commissione ha detto che “alla luce del riconoscimento da parte della Santa Sede di atti di violenza sessuale contro i bambini commessi da membri del clero, frati e suore in numerosi Paesi in tutto il mondo, e data la portata degli abusi”, il Vaticano deve fornire informazioni dettagliate su tutti i casi di abusi sessuali su minori.

Il Vaticano è stato invitato a mostrare le misure attuate “per garantire che a nessun membro del clero attualmente accusato di abusi sessuali sia permesso di rimanere in contatto con dei bambini”. Il Comitato delle Nazioni Unite ha chiesto di conoscere inoltre i casi specifici in cui i vescovi o altri leader cattolici avevano omesso di segnalare sospetti abusi alla polizia.

Il Vaticano è stato anche invitato a divulgare dettagli della sua indagine su presunti abusi sessuali e il loro esito, comprese eventuali compensazioni finanziarie o di consulenza psicologica per le vittime. Il comitato vuole sapere quali misure la Santa Sede ha preso “per prevenire ulteriori violenze sessuali nelle istituzioni gestite dalla Chiesa cattolica“.

È la prima volta che l’Onu chiede informazioni a così ampio raggio per tutti i casi tra novembre 1995 e gennaio 2014. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia è uno strumento giuridicamente vincolante e, una volta firmato, impegna gli Stati membri a proteggere e tutelare gli individui più vulnerabili della società.

Il Vaticano avrà tempo fino a gennaio per compilare tutte le informazioni, quando il comitato delle Nazioni Unite si riunirà a Ginevra dove saranno interrogati i funzionari del Vaticano.

Pur essendo uno dei firmatari della Convenzione, la Santa Sede aveva ampiamente ignorato le richieste di informazioni. Uno dei compiti di un firmatario è compilare ogni cinque anni una relazione sulla conformità alla Convenzione. La Santa Sede non lo ha fatto per 12 anni.

Dopo il suo insediamento nel mese di marzo, Papa Francesco aveva detto che reprimere gli abusi sessuali era vitale per la credibilità della Chiesa. Il Vaticano ha bisogno “di agire con decisione per quanto riguarda i casi di abuso sessuale soprattutto promuovendo le misure per la protezione dei minori, per aiutare coloro che hanno subito tale violenza in passato e le procedure necessarie nei confronti di coloro che sono colpevoli”.

Il suo predecessore, Benedetto XVI, aveva promesso di liberare la sua Chiesa dalla “sporcizia” degli abusi sessuali.Il Vaticano ha recentemente istituito nuove linee guida per prevenire gli abusi futuri, sottolineando che avrebbe aiutato le vittime e collaborato con le autorità civili.