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Home » Tecnologia

La giornalista e Premio Nobel per la pace Maria Ressa lancia l’allarme sui rischi dell’IA: “Il colpo di Stato tecnologico è già avvenuto”

Immagine di copertina
Credit: AGF

"Senza fatti non c'è verità, e senza verità non c'è fiducia": le parole della reporter, ospite della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, che si è svolta nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo

Ospite della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, che si è svolta nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, Maria Ressa, giornalista e Premio Nobel per la pace nel 2021 per i suoi sforzi nel salvaguardare la libertà di espressione, lancia l’allarme sui pericoli derivanti dall’Intelligenza Artificiale. Intervistata da La Repubblica, la reporter punta il dito sui social media, le prime piattaforme a “utilizzare l’IA su larga scala. E conosciamo 
gli effetti negativi: distribuiscono informazioni prive di integrità, diffondono le bugie 
più velocemente dei fatti, premiano il peggio dell’umanità. E la situazione sta per peggiorare”.

“Se una persona è perennemente immersa nella paura, nella rabbia e nell’odio, difficilmente ascolterà chi predica la pace. Il primo impatto è quindi sugli individui, il secondo sull’intera società. La guerra delle narrazioni sta peggiorando perché ci stiamo spostando dal tentativo dei social di monitorare la nostra attenzione ai chatbot che si esprimono con un linguaggio naturale: sono privati, personali e molto più pericolosi. Siamo di fronte a uno sfruttamento dell’intimità” aggiunge Ressa secondo cui “dovremmo reagire. Sono stanca di chi dice che non possiamo fare nulla. Ogni singola persona che usa questa tecnologia sul proprio telefono è un bersaglio e, proprio per questo motivo, ha il potere di agire. Dobbiamo muoverci 
ora, altrimenti sarà troppo tardi. Perché le big tech stanno accelerando 
e la loro tecnologia non è ancorata ai fatti”.

Secondo la Nobel per la pace “senza fatti non c’è verità, e senza verità non c’è fiducia. In assenza di queste tre componenti non possiamo condividere una realtà comune né risolvere alcun problema: da minacce esistenziali come il cambiamento climatico fino al rischio di una guerra nucleare. L’ultima volta che il mondo è andato vicino a un conflitto atomico è stato tra India e Pakistan, e la situazione è stata esacerbata proprio dalla guerra cognitiva 
sui social media: account falsi e deepfake di leader politici sono stati usati 
per intensificare attacchi inesistenti”.

Tuttavia, la disinformazione è uno degli strumenti utilizzata da una delle persone più potenti 
del mondo, ovvero il presidente statunitense Donald Trump. “Dobbiamo vederla come una forma di distruzione creativa per il mondo. Ci sono 193 paesi all’ONU: se togliamo gli Usa, cosa faranno gli altri? È una sfida enorme per la leadership mondiale. Gli altri paesi stanno prendendo coscienza della situazione e, paradossalmente, questo risveglio potrebbe essere un effetto indiretto dell’era Trump: ogni nazione sta esaminando le proprie mosse in modo autonomo. È un processo difficile, tanto eccitante quanto pericoloso. L’Italia, ad esempio, ha fatto passi importanti: la vostra presidente del Consiglio ha recentemente 
respinto pubblicamente una bugia” è la riflessione della giornalista.

Secondo Maria Ressa, inoltre, il “giornalismo ha iniziato a morire nel momento in cui abbiamo integrato i pulsanti di condivisione social sui nostri siti web. Le big tech si sono 
prese il nostro pubblico e la nostra pubblicità. Ora, con l’IA generativa, stiamo rischiando di ripetere lo stesso, tragico errore”. E aggiunge: “Alcune testate stanno intentando cause legali, ma ha senso passare il nostro tempo in tribunale per difenderci da qualcosa che le leggi avrebbero dovuto prevenire alla radice?”. La giornalista, poi, lancia un monito: “Il tempo delle semplici dichiarazioni d’intenti è quasi finito. Il colpo di Stato tecnologico è già avvenuto. E ogni giorno in cui i governi non implementano misure di sicurezza rigorose, perdono potere. Il mio appello ai paesi di tutto il mondo è questo: riprendetevi il controllo e proteggete i vostri cittadini”. E sui possibili effetti positivi dell’IA dichiara: “Guardando alle tendenze attuali, rischiamo di non fare in tempo a vedere i vantaggi dell’IA, perché i danni e i rischi superano di gran lunga i possibili guadagni. Sarebbe come dire: ‘Non preoccupatevi, risolveremo il problema del cambiamento climatico con l’IA’, ignorando che, nel frattempo, avremo già bollito la Terra”.

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