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Maradona, giallo sulla morte. Un’infermiera: “Obbligata a dichiarare di averlo controllato”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 29 Nov. 2020 alle 10:33
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Immagine di copertina

Morte Maradona, un’infermiera: “Obbligata a dire di averlo controllato”

A quattro giorni dalla morte di Diego Armando Maradona, cominciano ad allungarsi delle ombre sulle ultime ore di vita del Pibe de Oro nella sua villa a San Andres a Tigre, quartiere residenziale nei pressi di Buenos Aires. Il giallo riguarda soprattutto l’ora del decesso dell’ex fuoriclasse argentino, visto che le testimonianze delle ultime persone che hanno visto Maradona in vita sembrano non essere compatibili. Ma non solo: ci sono dubbi anche sull’ipotetico ritardo dell’ambulanza, ipotesi paventata dall’avvocato Matias Morla ma che negli ultimi giorni si è molto indebolita.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Clarin, il primo al mondo a dare la notizia della morte dell’ex numero 10 del Napoli, l’infermiere che si è occupato di Maradona nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 novembre (giorno della morte del Diez) ha dichiarato che, prima di lasciare il turno alle 6.30 del mattino, ha verificato che Diego era vivo. La collega che lo ha sostituito per il turno successivo, invece, ha raccontato di averlo “sentito muoversi all’interno della stanza alle 7:30”, ma di non essere entrata nella sua stanza a controllare per non disturbare il calciatore. Tuttavia, la donna ha anche messo nero su bianco che “l’hanno obbligata” a mettere in un rapporto che quella mattina aveva controllato Diego, quando in realtà lo ha lasciato riposare.

Di conseguenza, si aprono adesso molti interrogativi sugli ultimi momenti di vita di Maradona. Il suo legale sta spingendo affinché si accerti se è stato seguito o meno il protocollo di assistenza medica. Dopo le dichiarazioni dei due infermieri, dunque, l’ultima persona ad aver visto vivo il Pibe de oro è l’infermiere Ricardo la mattina di mercoledì e non più – come da ipotesi iniziale – suo nipote Johnny Espósito, che lo aveva visto in vita alle 23.30 di martedì notte. Nelle indagini è stato anche dimostrato che la segretaria personale di Maradona, Maxi Pomargo, ha richiesto alle 12:17 un’ambulanza della società +Vida che è giunta alla villa della località di Tigre, dove si trovava l’ex calciatore, alle 12:28. I soccorsi, quindi, sono arrivati dopo 11 minuti: un dato, quest’ultimo, che smentisce proprio l’avvocato Morla, che aveva accusato l’ambulanza di essere arrivata in ritardo di mezz’ora.

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