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Kobe Bryant, la commovente lettera di addio al basket che aveva emozionato il mondo

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 27 Gen. 2020 alle 07:55 Aggiornato il 27 Gen. 2020 alle 08:34
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Immagine di copertina

Kobe Bryant: la lettera d’addio al basket che emozionò tutti

Nel novembre del 2015 Kobe Bryant, morto ieri in seguito alla caduta del suo elicottero, aveva scelto di dare l’addio al basket con una lettera. Parole che avevano commosso miloni di persone sparse per il mondo: “Ti ho dato il mio cuore, ti amerò sempre, ma devo lasciarti andare”. Lettera che ha poi ha ispirato un cortometraggio – Dear Basketball – realizzato con il regista e animatore Glen Kean, che si aggiudicò l’Oscar nel 2018. Ma cosa scrisse il campione? Ecco la lettera integrale:

“Cara pallacanestro,
sin dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzettoni di mio papà e a immaginare tiri decisivi per la vittoria al Great Western Forum, mi è subito stata chiara una cosa: mi ero innamorato di te. Un amore così grande che ti ho dato tutto me stesso, dalla mia mente, al mio corpo, al mio spirito e alla mia anima.
Nelle vesti di un bambino di 6 anni innamorato non ho mai visto la luce in fondo al tunnel. Mi vedevo soltanto correre al di fuori. E così ho corso. Ho corso su e giù per ogni campo, rincorrendo ogni pallone per te. Mi hai chiesto il massimo sforzo, io ti ho dato il mio cuore.
Ho giocato quando ero stanco e dolorante, non perché fossero state le sfide a chiamarmi, ma perché TU mi hai chiamato. Ho fatto qualsiasi cosa per TE, perché questo è ciò che fanno le persone quando qualcuno le fa sentire vive come hai fatto tu con me.
Hai dato a un bimbo di 6 anni il sogno di essere un giocatore dei Lakers e ti amerò sempre per questo. Ma non posso amarti in maniera ossessiva per molto tempo ancora. Questa stagione è tutto quel che mi rimane da darti. Il mio cuore può reggere il peso, la mia mente pure, ma il mio corpo sa che è giunto il momento di salutarci.
Ma va bene così. Sono pronto a lasciarti andare. Volevo che tu lo sapessi, cosicché potremo assaporare meglio ogni momento che ci rimarrà da gustare assieme. Le cose belle e quelle meno belle. Ci siamo dati l’un l’altra tutto quello che avevamo.
Ed entrambi sappiamo che, qualsiasi cosa io farò, sarà sempre quel bambino con i calzettoni, il cestino della spazzatura nell’angolo e 5 secondi ancora sul cronometro, palla in mano. 5… 4… 3… 2… 1.
Ti amerò sempre.
Kobe”.

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