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Giro d’Italia 2026: vince Narvaez a Cosenza, Ciccone conquista la maglia rosa

Immagine di copertina
Credit: AGF

Il campione dell’Ecuador Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG) ha vinto la quarta tappa del 109° Giro d’Italia, che ha portato i corridori, attraverso 138 chilometri interamente in terra calabra, da Catanzaro a Cosenza. Il sudamericano ha completato il percorso in 3h08’46”, alla media di 43.863 km/h, precedendo in volata il campione del Venezuela Orluis Aular (Team Movistar) e l’abruzzese Giulio Ciccone (Lidl Trek) che ha conquistato una terza moneta più pesante del platino. Infatti, grazie all’abbuono di quattro secondi, cui va aggiunto quello di due al Chilometro Red Bull, il teatino ha vestito, a 31 anni suonati, la sua prima maglia rosa. Ora Ciccone, in classifica generale, può vantare un vantaggio di quattro secondi su un trio formato dallo svizzero Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), dal tedesco Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) e dal colombiano Egan Bernal (Netcompany Ineos).

La frazione odierna è stata caratterizzata da un attacco in partenza che ha avuto come protagonisti sei corridori: gli italiani Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Mattia Bais (Polti Visit Malta), l’irlandese Darren Rafferty (EF Education EasyPost), il francese Warren Barguil (Picnic PostNL), il danese Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets) e lo svizzero Johan Jacobs (Groupama Fdj United). Gli attaccanti, dopo aver raggiunto un vantaggio massimo di due minuti, sono passati allo sprint intermedio di San Lucido, dove è transitato per primo Bais, con un margine dimezzato, lo stesso con cui hanno imboccato l’asperità di giornata, il GpM di seconda categoria di Cozzo Tunno. Non appena la strada si è impennata, Lorenzo Milesi (Team Movistar) ha preso il comando delle operazioni, imprimendo un ritmo sufficientemente alto da fare selezione. Sono andati subito in crisi i velocisti, seguiti dalla maglia rosa, l’uruguaiano Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team). A metà salita, sorprendentemente, è entrato in difficoltà anche Bernal, cui veniva prontamente in soccorso, il compagno di squadra Ben Turner (Netcompany Ineos). In discesa, poi, Derek Gee West (Lidl Trek) è stato vittima d’un incidente meccanico. L’ammiraglia Lidl ha immediatamente fermato Matteo Sobrero. Con uno sforzo non indifferente, il britannico e il piemontese, unendo le forze, sono riusciti a riportare i loro capitani sul gruppo di testa ai meno 15 dal traguardo.

Christen ha conquistato il Chilometro Red Bull, posto a 13 dal traguardo, precedendo Giulio Pellizzari (Red Bull Bora Hansgrohe) e Ciccone. Il gruppo di testa, ridotto solo a 42 unità, ha continuato a pedalare a velocità vorticosa verso il traguardo. Ai meno due è scattato nuovamente l’incontenibile elvetico. L’azione di Christen ha allungato il gruppo, mandando all’aria ogni strategia preparata per la volata tranne quella di Narvaez, rimasto coperto fino ai 200 metri. L’uomo dallo spelling sbagliato, ma dallo scatto vincente, è partito con sincronismo perfetto proprio nel momento in cui il compagno di squadra è stato ripreso. Seppur monca, la UAE resta una formidabile corazzata!

Domani andrà in scena la quinta frazione da Praia a Mare a Potenza sulla distanza di 203 chilometri. Dopo soli 27, i corridori saliranno agli 843 metri del GpM di terza categoria di Prasteri. Seguirà un lungo tratto di discesa e pianura fino all’inizio dell’ascesa che porterà al GpM di seconda categoria di Montagna Grande di Viggiano, a 1.405 metri, ai meno 49 dal traguardo. Sarà una scalata, inizialmente blanda, che s’inasprirà nella parte finale con punte fino al 15% di pendenza. Si resterà in quota, poi, fino al Chilometro Red Bull, posto ai meno 29 dall’arrivo. A questo punto ci saranno 22 chilometri con pendenza a favore, fino all’entrata a Potenza dove la corsa si concluderà in Viale dell’Unicef al termine d’un tratto in leggera salita.

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