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Giro d’Italia 2021, partirono otto piccoli indiani… ne arrivò solo uno

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

L’olandese Taco van der Hoorn (Intermarchè Wanty Gobert) ha vinto la terza tappa del Giro d’Italia, 190 km da Biella a Canale d’Alba. Sul traguardo nei Roeri, il 27enne tulipano ha preceduto di 4” il gruppo in rimonta con Davide Cimolai (Israel Start-Up Nation) che ha regolato Peter Sagan (Bora Hansgrohe) ed Elia Viviani (Cofidis Credits Solutions) per le piazze d’onore. Quasi immutata la classifica generale con la sola estromissione di Edoardo Affini (Jumbo Visma) rimasto attardato sui saliscendi della parte finale del percorso. Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), in maglia rosa, ora precede Tobias Foss (Jumbo Visma) di 16” con il duo Deceuninck – Quick Step formato da Remco Evenepoel e Joao Almeida che incalza a 20”.

Seguendo un ormai scontato copione, in partenza andava via una fuga composta da otto corridori: Alexis Gougeard (AG2R Citroen Team), Andrii Ponomar e Simon Pellaud (Androni Giocattoli-Sidermec), Samuele Zoccarato (Bardiani CSF Faizané), Vincenzo Albanese e Samuele Rivi (Eolo Kometa), Lars van den Berg (Groupama-FDJ) e Taco van der Hoorn (Intermarchè Wanty Gobert). I fuggitivi raggiungevano un vantaggio massimo di 6′ 30” dopo 30 chilometri. Cominciava a questo punto il lento ma inesorabile recupero del gruppo che veniva dimezzato al traguardo volante di Canelli, a metà percorso, dove Pellaud precedeva Zoccarato.

La maglia azzurra Vincenzo Albanese (Eolo KOMETA) transitava per primo ai GPM di Piancanelli e di Castino, così consolidando il suo primato nella classifica degli scalatori. Dietro, la Bora Hansgrohe di Peter Sagan prendeva il comando delle operazioni mandando in crisi tutti i velocisti, tra i quali resistevano solo Elia Viviani (Cofidis Credits Solutions) e Fernando Gaviria (UAE Emirates). Davanti, allo stesso tempo, cominciavano ad assottigliarsi i fuggitivi che restavano in cinque (Pellaud, Zoccarato, Albanese, Van den Berg e Van der Hoorn) ai meno 30 dall’arrivo con il vantaggio ormai ridotto ad un minuto e mezzo.

La corsa si decideva a 15 km dal traguardo sullo strappo di Guarene. Partivano Pellaud e Van der Hoorn mentre gli altri attaccanti cedevano di schianto, venendo saltati da Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e Tony Gallopin (AG2R Citroen Team), partiti dal plotone nel momento in cui la Bora Hansgrohe aveva rallentato l’andatura. Ai meno 8 l’olandese piantava lo svizzero involandosi verso l’arrivo. Il gruppo si ricompattava alle spalle del solitario battistrada che conserva 17” sotto lo striscione dell’ultimo km, margine sufficiente per consegnargli una meritatissima vittoria.

Domani è in programma la quarta tappa, il primo arrivo in quota del Giro 2021 al termine dei 187 km della Piacenza – Sestola. A mezzo secolo di distanza dalla prima volta, si torna nella località dell’Appenino modenese. Quel lontano 30 maggio 1971, in conclusione della frazione partita da Forte dei Marmi, a vincere fu uno sconosciuto scalatore spagnolo: Jose Manuel Fuente. Quello di Sestola fu il primo di nove successi in quattro edizioni del camoscio delle Asturie che dominò in quegli anni la classifica dei GPM, facendo ripetutamente vedere i sorci verdi ad Eddy Merckx. La tattica, però, non era il forte di Fuente che, nel 1974, buttò al vento un Giro che sembrava ormai vinto, dilapidando un vantaggio cospicuo in classifica. Il Cannibale, che certo non aveva bisogno d’aiuto, riuscì così a conquistare, per la quinta ed ultima volta, la corsa rosa.

Tornando al presente, la tappa di domani s’infiammerà a metà percorso con due salite di terza categoria, Castello di Carpineti e Montemolino, che provocheranno una forte scrematura nel gruppo. A decidere l’esito della frazione, tuttavia, sarà l’ultima ascesa, quella al GPM di Colle Passerino, dalla cui vetta mancheranno solo 4 km all’arrivo, posto in paese esattamente come cinque anni fa quando Giulio Ciccone si fece conoscere al mondo conquistando il suo primo successo al Giro. Sarebbe bello vederlo concedere il bis domani.

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