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Il Milan va verso l’accordo con l’Uefa: niente Europa League il prossimo anno

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Giu. 2019 alle 18:04 Aggiornato il 18 Giu. 2019 alle 18:24
Immagine di copertina
Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico del Milan

Milan accordo Uefa Europa League | Si va verso l’esclusione il prossimo anno

Non solo mercato in casa Milan: in queste complicate settimane, che seguono gli addii di Leonardo e Gennaro Gattuso e gli arrivi di Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico e Marco Giampaolo in quello di allenatore (manca solo l’ufficialità), arrivano novità anche sull’accordo con l’Uefa per la prossima Europa League.

Come è ben risaputo, infatti, il Milan è sotto la lente di ingrandimento del massimo organismo del calcio europeo a causa delle sue violazioni sul Fair Play Finanziario nei trienni 2014-2017 e 2015-2018.

Secondo quanto emerge nelle ultime ore, i rossoneri e l’Uefa sarebbero giunti al seguente accordo: Milan escluso dall’Europa League 2019-2020 in cambio di più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio.

Milan accordo Uefa Europa League | Cosa prevede l’intesa

La sentenza del dicembre 2018 dell’Uefa, relativa al primo dei due trienni sotto osservazione, aveva imposto ai rossoneri di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2021, oltre all’esclusione dalle coppe per un anno e una limitazione nel numero dei giocatori in rosa in Europa.

Con l’accordo che oggi gli avvocati del Milan hanno presentato a Nyon, invece, i rossoneri avrebbero la possibilità di rinviare la scadenza al 2022, ottenendo un anno in più di tempo per mettere i conti in ordine. In cambio, il Milan accetterebbe la sanzione dell’esclusione dalla prossima Europa League senza fare ricorso.

Milan accordo Uefa Europa League | Come si è arrivati a questo punto

Va ricordato che il Milan, in questo momento, è coinvolto in due procedimenti: il primo, relativo al triennio 2014-2017, che ha visto la sentenza di dicembre scorso e il ricorso dei rossoneri al TAS di Losanna (che ha sospeso la pena in attesa di esprimersi, permettendo di fatto alla società milanese di disputare l’Europa League 2018-2019).

Il secondo, relativo al triennio 2015-2018, non ha ancora avuto una prima sentenza, visto che lo scorso 5 giugno la camera giudicante dell’Uefa ha deciso di sospendere il procedimento nei confronti del Milan fino al risultato del ricorso dei rossoneri al TAS di Losanna per il primo “processo”.

Il problema del Milan è che ai tempi del primo procedimento a suo carico non è mai stata provata la strada del settlement agreement, ovvero del piano di rientro stabilito con l’Uefa. Il motivo? Quando il Milan lo ha chiesto, il presidente era il misterioso Yonghong Li e l’Uefa non aveva accettato le garanzie dei cinesi. La conseguenza? Il Milan che, a cascata, entra nella lente di ingrandimento anche per i trienni successivi (2015-2018, ma sarebbe così anche per il 2016-2019), finendo in una spirale senza via d’uscita.

Con questo accordo, invece, il suddetto ricorso al TAS diventerebbe totalmente inutile, visto che il Milan non disputerebbe la prossima Europa League, ma otterrebbe in cambio la possibilità di raggiungere il pareggio di bilancio oltre il 2021. Il TAS, dunque, non dovrebbe più esprimersi sul primo ricorso rossonero.

Un modo per dare maggiore respiro all’organigramma societario, rivoluzionato dopo l’addio di Leonardo e Gattuso e votato – come spiegato tempo fa dall’amministratore delegato Ivan Gazidis – a una nuova era fatta di giovani giocatori da valorizzare e non più spese folli sul calciomercato.

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Milan accordo Uefa Europa League | Cosa cambia per le altre squadre

Se l’accordo venisse confermato, ci sarebbero dei cambiamenti anche per altre due società della nostra Serie A. La Roma, infatti, si qualificherebbe direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League. Il Torino invece, inizialmente escluso, accederebbe così ai preliminari della competizione europea.

Al Milan e all’Uefa, adesso, non resta che chiedere al TAS la ratifica del loro accordo senza altre conseguenze. Se il TAS accettasse, si verificherebbero tutti gli scenari prospettati fino a questo momento.

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