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Manipolatrici, vittime e dipendenti affettive: la brutta figura delle donne a Temptation Island

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 31 Lug. 2020 alle 13:49 Aggiornato il 31 Lug. 2020 alle 13:51
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Immagine di copertina

Premessa: se c’è un’edizione di Temptation Island in cui le donne sono uscite ammaccate è questa. Le associazioni femministe dovrebbero fare causa ad almeno un novanta per cento delle partecipanti per il grave danno reputazionale inferto all’universo femminile. Tra manipolatrici maldestre, vittime sacrificali e dipendenti affettive, si è salvata solo Manila Nazzaro. E stiamo comunque parlando di una che nel 2020 si lamenta dell’anello che non è ancora arrivato. Sì, nemmeno la dote e il lenzuolo macchiato di sangue appeso alla finestra dopo la prima notte di nozze, ma ci vuole pazienza.

Comunque, passiamo all’analisi delle coppie, alla luce dei diversi epiloghi.

Antonella Elia e Pietro Delle Piane

Bisogna riconoscerlo. Ci eravamo cascati. Eravamo certi che Tempation Island fosse la redenzione della Elia, l’occasione per dimostrare che non è una furbetta ma una donna con le sue fragilità e la sfortuna di aver incontrato un uomo che se ne approfitta per dominarla. E invece niente. Quando eravamo ormai convinti che lui gliene avesse dette troppe per meritare un’opportunità, quando abbiamo sentito “Tra 10 anni Antonella finirà sola in una casa di riposo” ed eravamo sicuri che a quel punto lei lo avrebbe mandato solo in un centro ortopedico, niente, lei tentenna. Le bastano un mazzo di rose acquistato dalla produzione a un semaforo e una lettera d’amore che lui legge con un’intonazione così coinvolgente da rendere chiaro il perché come attore si sia fermato ai cortometraggi, per indietreggiare dopo l’iniziale “È finita”.

Non solo, dopo aver registrato questa patetica clip con rose e lettere in cui Antonella lascia intendere che Pietro potrebbe anche dirle anche che il suo alito emana odor di peschereccio al tramonto e lei se lo sposerebbe lo stesso, torna con un’altra clip, questa volta da sola. Clip che potrebbe intitolarsi “ho letto i commenti sui social”, perché è chiaro che lei corregge il tiro dopo aver letto cosa pensano le persone della sua storia e del suo “fidanzato”. E cioè: se te lo ripigli, non sarai ricordata come quella che ha tirato i capelli alla Yespica ma come quella che ha perdonato un tizio che s’è tagliato i capelli per non farsi riconoscere in giro dopo quello che ha detto di te. Invece Antonella ci delude profondamente. Registra un video sconclusionato in cui con una supercazzola per cui il buon Mike l’avrebbe perculata selvaggiamente, sostanzialmente difende Pietro e dice che lui non è solo quello che s’è visto a Temptation, che ora lei si allontana un po’ perché ha offeso tutte le donne senza figli e che se se lo ripiglierà è solo una scelta sua.

In pratica un modo per accontentare tutti: follower, donne piccate e il fidanzato offeso dai commenti letti. Un modo, sostanzialmente, per dire “ci vediamo alla prossima puntata in qualche altro programma e ben retribuita  per il seguito della saga, che le case di risposo costano care, me l’ha detto Pietro”. Peccato.

Sofia e Alessandro

Una delle coppie più brutte e inspiegabile della storia di Temptation Island. Lui che non manda giù il fatto che lei abbia avuto altre storie mentre si erano lasciati, lei che quando lo vede in confidenza con la single Beatrice cambia faccia e connotati tipo Ace Ventura-L’acchiappanimali, lui che passa dall’espressione dell’adolescente innamorato a quella del toro infilzato in due nano-secondi, lei che incolpa la famiglia di lui perché lo influenza, dimenticando che lui ha 47 anni e se qualcuno lo influenza è perché lui al limite è un pirla, loro che escono insieme tra baci e abbracci e tornano soli un mese dopo perché lui ha deciso così. Insomma, più che una storia d’amore sembra la storia del Pd. E speriamo che entrambi cambino coalizione perché davvero, insieme, stanno peggio della tuta col mocassino.

Anna Maria e Antonio

Lei partecipa a Temptation Island per capire se Antonio, più giovane di lei, la ama davvero, se è in grado di maturare, se resterà per sempre un Peter Pan. Dopo tre settimane di video in cui lei scopre che lui s’è innamorato di un’altra, che non è maturato e che è il figlio minore di Peter Pan, ci fa sapere che farà un figlio con lui. Della serie: li rivedremo a C’è posta per te con lui in lacrime e lei che apre la busta dicendo minacciosa: “Questa è la sedicesima e ultima volta che ti perdono eh!”.

Valeria e Ciavy

Classica storia tossica in cui nessuno dei due sa il perché stia con l’altro ma tant’è si va avanti come due costretti a convivere in un rifugio sull’Everest aspettando che si sciolgano i ghiacci e si possa tornare a valle. Lui classico anaffettivo manipolatore maligno che la svilisce perché consapevole del fatto che lei è molto meglio di lui.  Lei che da questa anaffettività velenosa in qualche modo dipende e non si comprende il perché dell’attrazione, forse un campo gravitazionale creato dalle orecchie di lui. Lei che nel villaggio prende una discreta botta per il tentatore Alessandro di cui però finito il reality si perde ogni traccia forse perché scopre che Ciavy fa il pugile. Ciavy che come ogni manipolatore affettivo, compreso che lei si è data una svegliata, vuole riprendersela e sarebbe quasi disposto a dire che la ama ma gli sembra un’ammissione di debolezza eccessiva quindi al massimo la stima. Lei che recita tutte le frasi a memoria del manuale “Come uscire da una dipendenza affettiva” e quindi “ho imparato a amare me stessa” blablabla ma intanto viene fuori che già si rivede con Ciavy, il che vuol dire “Ci tornerò insieme perché come la Elia tutto sommato dipendo da quel genere d’uomo lì”. Insomma, un disastro.

Anna e Andrea

Anna e Andrea-la potenziale macchina riproduttiva sono il vero caso di questa edizione di Temptation Island. Lei, parrucchiera trentasettenne, è fidanzata con un giovane e benestante ristoratore 27enne buono come il pane. Anna è lì a Temptation perché vuole un figlio da lui, lui il figlio non lo vuole perché è giovane e vuole prima affermarsi sul lavoro. O forse perché il padre ha fiutato le mire di lei e gli ha detto poeticamente: se fai un figlio con questa, questa se vi separate ci porta via pure i mestoli della cucina. Lei, un autentico genio del male, si dice fin da subito determinata a ottenere quello che vuole (il figlio) istigando la sua gelosia. Che volendo è anche uno strano ragionamento: sono geloso, vieni qui che ti ingravido. Lui capisce tutto, sente tutto, la vede avviluppata ad altri, ascolta lei che dice di sapere come ottenere quello che vuole, ascolta lei che dice “Gli ho chiesto l’anello coi brillanti e niente, poi magari mi va a prendere i figli a scuola, ma per le cose importanti dice sempre no!”, e nonostante le evidenze “io la amo”. Lei ride quando lui ammette di aver sofferto, dice di averlo fatto soffrire di proposito, accusa il padre di lui di essere un ostacolo, e lui “io la amo”. Lei dice “se mi perdi soffri più tu”, “Anna ar quarto posto non ce la mette nessuno”, “sei un mezzo uomo”, e lui “io la amo”. Nel frattempo, lei ha avvicinato Andrea alla paternità prendendo un cane a cui dice “vai da papà”, roba inquietante almeno quanto quelle che si comprano i bambolotti/neonati di silicone e li allattano al seno. Insomma, finisce che da casa tutti vorrebbero salvare ‘sto ragazzo dalle grinfie di Anna ma lui la ama come un rincoglionito e probabilmente ci farà un figlio, le comprerà il brillocco, la sposerà, la manterrà e insomma, l’amore disinteressato trionferà. Ci rimane solo una speranza, e cioè che l’eroe invisibile di questa vicenda, ovvero il padre di Andrea che ha fiutato tutto, licenzi e diseredi il figlio, offrendo però ad Anna un posto da lavapiatti al ristorante.

 Manila Nazzaro e Lorenzo Amoruso

Sì, la distanza, le abitudini, qualche paura, l’età, il lavoro, tu hai detto questo, tu hai detto quello, ma alla fine Lorenzo e Manila sembrano due persone simpatiche, equilibrate, affiatate. Perfino innamorate in modo sano, il che a Temptation Island è quasi commovente. Menzione d’onore a lui non tanto perché si è dimostrato un gentiluomo, ma perché era dai tempi dell’Isola e del nomignolo “Er mutanda” che nessuno partoriva un soprannome tanto calzante, felice e sacrosanto come “la burattinaia” (per Anna). Solo per questo è un uomo da sposare. Manila, affrettati.

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