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Gf Vip, Pierpaolo Petrelli ed Elisabetta Gregoraci sono la coppia più improbabile della tv

Di Anna Carluccio
Pubblicato il 25 Ott. 2020 alle 12:32 Aggiornato il 25 Ott. 2020 alle 12:47
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Immagine di copertina

La puntata del Gf Vip di venerdì 23 sarà ricordata soprattutto come il momento in cui Mario Balotelli ha deciso di scrivere una nuova pagina di Dolce Stil Novo. Ma gli autori del Gf, si sa, sono generosi di contenuti, e ci hanno servito altre primizie. A cominciare dall’ennesima puntata della soap opera dedicata alla “ship” più improbabile, male assortita e soprattutto radiocomandata della storia della tv. Ormai è evidente sin dalla prima puntata: Signorini non avrà pace finché non vedrà la sua prediletta Elisabetta Gregoraci, ex lady Briatore, cedere alle avances cucciolose dell’ex Velino Pierpaolo Petrelli.

Un accanimento inquietante a colpi di “tutta l’Italia vuole questa coppia”, “il pubblico vi ama” e deliri analoghi forse pensando che, a furia di ripeterla, anche l’asserzione più improbabile diventa vera. E purtroppo è quello che accade: perché sembra che lì fuori ci sia un discreto numero di fan dei “Gregorelli”, alcuni dei quali avrebbero addirittura spedito sopra la casa un aereo con la scritta “Gregorelli la parte più bella del Gf”. Ora, a parte che piuttosto che credere che ci siano davvero persone che, in questo momento storico, decidono di spendere denaro per sostenere questa inverosimile relazione, preferisco pensare che a guidare l’aereo sia stato Signorini in persona, ma poi mi dico, che riferimenti sentimentali avete avuto fino a oggi se a smuovervi cotante emozioni dovevano arrivare Ely e Pier!?

Ma torniamo al piano diabolico di Signorini per la sua Ely, provando a dividerlo in step: fase 1, “La divinizzazione”, ossia accoglierla nella casa del Gf Vip come fosse sì Elisabetta, ma quella con residenza a Buckingham Palace, trasmettendo la sensazione costante che ci si debba sentire tutti profondamente grati a Nostra Signora di Soverato per aver accettato di poggiare il suo tacco 12 sul plebeo suolo di Cinecittà; fase 2, “Operazione Anche i ricchi piangono”: ricordarci in ogni occasione del suo matrimonio con Briatore e cercare ostinatamente di convincerci che, nonostante il lusso e gli agi, quella vita sia stata dura, piena di sacrifici, rinunce e bocconi amari da digerire. Fase 3: “Operazione Cenerentola”, convincerci che Ely in realtà è una persona come le altre e che, udite udite, all’occorrenza lava il pavimento e prepara pure gli gnocchi. E infine la Fase 4, “Operazione Veronica Castro”: renderla protagonista di una liason che appassioni (?) il pubblico. Il prescelto è il buon Pierpaolo, sorriso pulito e fisico da modello. I due cominciano a stare vicini, a scambiarsi sguardi languidi e ad assecondare le imbeccate di Signorini.

Finché qualcosa sembra sfuggire di mano: il ragazzo pare ogni giorno più coinvolto e le schermaglie a favore di telecamera non gli bastano più. Con un po’ di arguzia il giochino potrebbe comunque continuare fino a dicembre, se non fosse per quei colpetti che Ely si dà sul petto ogni qualvolta parla della situazione con Pierpaolo o si trova in situazioni affettuose con lui, un segnale mandato all’esterno a qualcuno che è nei suoi pensieri, come confermerà lei stessa messa alle strette. Il povero Pierpaolo resta sotto un treno e sembra realizzare di essere vittima di quello che in psicologia risponde al nome di “perculamento”. Così, mosso da un guizzo di amor proprio, con garbo e quasi scusandosi per tanto ardire, finalmente la affronta, le spiega di esserci rimasto un po’ male e osa chiedere a Nostra Signora se abbia qualcuno fuori.

Ma questa, caro, è lesa maestà, blasfemia pura. E qui infatti va in scena un copione certamente familiare a molti: il carnefice (sentimentale, sia chiaro), che da settimane ti tiene sul filo, beneficia dei tuoi abbracci concedendoti per magnanimità i suoi, che ha sorriso complice mentre gli altri parlavano della nascente coppia, a un certo punto, sentendosi messo in discussione, ti si rivolta contro. Guai a chiedere spiegazioni, ad alzare un istante la testa, perché in un attimo ti trovi a essere tu lo stronzo che ha osato dubitare. Un rovesciamento della realtà che ad alcuni viene davvero bene, soprattutto se dall’altra parte trovano un Pierpaolo che un’ora dopo è lì a chiedersi in lacrime “Oddio è vero, non dovevo dubitare della sua buona fede, è vero non mi aveva promesso nulla, è vero ora l’ho messa in cattiva luce…”.

La telenovela continua anche in studio venerdì sera: Ely è candidata al televoto e le facce dei due sono da Venerdì Santo. Lui è terrorizzato che la sua bella esca, lei più che altro sembra non digerire sta “poverata” di trovarsi in nomination. E in effetti personaggi di un certo calibro dovrebbero abbandonare il programma tramite ascensione al Cielo e non certo per un volgare televoto. Ma, nonostante le sue pene, la magnanima Ely ha scritto una lettera al suo spasimante “perché voglio che abbia qualcosa di mio se dovessi uscire”. Giusto, la Reliquia da conservare nella teca, questo ci mancava.

E nella missiva si ripete il copione: parole dolci a profusione, ringraziamenti, fino al gran finale: “Pensami, io lo farò sempre”. Attenzione, il gioco è sempre quello: ti dico cose bellissime perché siamo “amici speciali” (leggasi “sta cosa sta funzionando televisivamente”) , poi però se tu ci vedi altro è un problema tuo, io mica ti ho detto che ti amo. Dai, in quanti ci siamo cascati? Alzi la mano chi non è andato avanti anni a caricare di significati inesistenti parole volutamente vaghe. Pierpaolo, alza quella mano che il primo della lista sei tu, che dopo una lettera che non aggiungeva nulla di nuovo a quanto già sapevi eri in una valle di lacrime e di nuovo pronto a buttarti nel fuoco per lei. “Se lei non mi avesse posto quei paletti io mi sarei sicuramente innamorato” dice, per poi correre incontro all’oggetto di tanta devozione.

Lei imperturbabile, tubino scintillante e faccia da sfinge, lo accoglie con la stessa enfasi con cui si riceve un controllo fiscale; lo abbraccia ma subito gli rimprovera qualcosa che il poverino ha detto nella clip. In soccorso del giovane arriva persino Signorini: “In questo momento forse non è il caso di parlare di confessionale, nomination etc… io credo che una risposta sincera a Pierpaolo sia dovuta: voglio una volta per tutte che tu mi dica se fuori dalla casa hai qualcuno che ti aspetta”.

“Io non so se ho qualcuno che mi aspetta ma da quando sono qui dentro mi capita di pensare a una persona fuori”. E tu sei lì che dici: a posto, l’oracolo ha parlato, ci sono volute le tenaglie ma l’ha ammesso, capitolo chiuso. E invece no ragazzi, Signorini non ci sta, torna alla carica e inizia a mettere la Gregoraci sotto torchio come una concorrente qualunque con disappunto di Nostra Signora, visibilmente infastidita dal conduttore che le chiede di quest’uomo per cui si batte il petto. Lei svicola, fa la vaga. Noi a casa vorremmo dare le capocciate allo schermo per porre fine a questa agonia.

Poi il domandone finale, quello da cui dipendono almeno una decina di clip settimanali: “Elisabetta, ma se restassi ancora nella casa potresti cambiare idea su PierPaolo e legarti più sinceramente a lui sentimentalmente?”. Ennesima risposta vaga. “Ma è un sì o un no??” la incalza Signorini ormai sull’orlo di una crisi isterica. Lei ride nervosamente, tentenna, sta sulle spine ma non risponde. Bè, che problema c’è, ci pensa il conduttore a sentenziare trionfalmente: “Ma è sì!!! Si vede” e li rispedisce in casa. Pierpaolo tutto contento di questo ennesimo finto spiraglio ed Elisabetta sollevata come quando ci si alza dalla poltrona del dentista. Bravo Alfonso, la tua soap opera preferita per il momento è salva.

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