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Enrico Piaggio: la storia vera che ha ispirato il film Un sogno italiano

Immagine di copertina

Enrico Piaggio – Un sogno italiano: la storia vera che ha ispirato il film

Stasera su Rai 1 torna in replica il film Enrico Piaggio – Un sogno italiano che racconta la vita dell’imprenditore ideatore della mitica Vespa. In tanti però si sono chiesti o si stanno chiedendo se la trama di Enrico Piaggio – Una sogno italiano, rispecchia la storia vera o meno. Ve lo diciamo subito: le vicende narrate sono liberamente ispirate alla vita di Enrico Piaggio, essendo state adattate per esigenze narrative. Il personaggio del banchiere Cosimo Rocchi-Battaglia, ad esempio, non è esistito ma riassume varie persone che hanno tentato di ostacolare Piaggio, mentre quello della giovane segretaria Susanna “Suso” Vannucci rappresenta un omaggio alla sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico.

Chi era Enrico Piaggio

Enrico Piaggio nasce a Genova il 22 febbraio del 1905 e muore a Montopoli in Val d’Arno il 16 ottobre del 1965. Laureatosi in Economia e Commercio a Genova nel 1927, fa il suo ingresso nell’azienda di famiglia Piaggio, che erediterà alla morte del padre nel 1938, insieme al fratello maggiore Armando.

La Piaggio & C. alla fine degli anni venti possedeva quattro stabilimenti, due in Liguria, a Sestri Ponente (GE) e Finale Ligure, dedicati alla produzione di arredi navali e materiale rotabile, e due in Toscana, a Pisa e Pontedera, in cui sono concentrate le produzioni legate all’industria aeronautica. Nel 1931, nonostante la fase molto critica per l’impresa – a causa della crisi internazionale le commesse crollano e il bilancio fa registrare quasi 3 milioni di lire di perdite – Enrico Piaggio assume il noto progettista e inventore Corradino D’Ascanio. Nel 1937 viene assunto un altro brillante progettista, l’ingegnere Giovanni Casiraghi. Durante la seconda guerra mondiale, oltre a ricevere poche ordinazioni statali, l’impresa subisce numerose devastazioni e sottrazioni di materiale.

Nel dopoguerra Piaggio decide di avviare negli stabilimenti toscani un percorso imprenditoriale del tutto nuovo, incentrato sulla produzione industriale di un mezzo di trasporto semplice, a due ruote, leggero e a basso costo, caratterizzato da consumi modesti e adatto alla guida di tutti, comprese le donne: lo scooter. Il nuovo prodotto – un motociclo ribattezzato Vespa per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria – viene brevettato nell’aprile del 1946. Nonostante i 100 esemplari pre-serie vengano venduti con qualche difficoltà, Piaggio decide di avviare la produzione in serie di un primo lotto di 2.500 esemplari: le vendite testimoniano il successo del prodotto, perché 2.181 Vespe vengono acquistate nel 1946; il risultato è destinato a moltiplicarsi l’anno successivo, con 10.535 veicoli venduti. A stimolare la vendita della Vespa anche la possibilità del pagamento rateizzato. Nel 1947 viene inoltre commercializzato l’Ape, il furgone a tre ruote. Nel 1948, con l’uscita della Vespa 125, prende avvio una fase di straordinaria crescita produttiva: nel 1953 vengono prodotti 171.200 esemplari.

Nel febbraio 1964 i due fratelli Piaggio giungono a una consensuale separazione dei rami dell’impresa: nascono la Piaggio & C., che si occupa di ciclomotori, e la Industrie aeronautiche e meccaniche Piaggio (IAM, in seguito Piaggio Aero Industries), centrata sulle costruzioni aeronautiche e ferroviarie. Nel 1965 la sua fabbrica di Pontedera è in piena fase di forte conflittualità operaia. Quando si sente male in ufficio è in corso uno sciopero. L’ambulanza riesce faticosamente a farsi strada attraverso due ali di dimostranti ammassati lungo il viale che porta alla direzione dell’azienda. Piaggio viene trasportato d’urgenza all’ospedale di Pisa, ma morirà dieci giorni dopo nella sua villa di Varramista. Non appena giunge la notizia della sua morte, cessano i clamori e tutti si stringono in silenzio per rendergli omaggio.

Streaming e tv

Abbiamo visto la storia vera che Enrico Piaggio – Un sogno italiano in tv e live streaming? Il film, come detto, va in onda in replica oggi – 8 settembre 2020 – a partire dalle ore 21,20 su Rai 1 (canale 1 o 501 del digitale terrestre). Sarà possibile seguirlo anche in live streaming tramite la piattaforma gratuita RaiPlay.it che permette di seguire live o recuperare i programmi Rai da pc, tablet e smartphone.

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