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Disney+ è un tipico prodotto “family”: la strategia per soppiantare Netflix funzionerà?

Di Matteo Giorgi
Pubblicato il 26 Mar. 2020 alle 17:15 Aggiornato il 26 Mar. 2020 alle 17:24
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“Pensavo fosse amore, invece era un calesse”: mi viene in mente questo storico film di Troisi quando penso all’approdo italiano di Disney+, avvenuto qualche giorno fa in contemporanea a Austria, Germania, Inghilterra, Irlanda, Spagna e Svizzera. (La Francia, invece, ha rinviato il lancio per evitare di sovraccaricare le linee in questi giorni di “lockdown”) Ma andiamo per l’ordine:

L’ABC

Disney+ è l’ennesimo servizio streaming a giungere in Italia, forte del successo dopo l’approdo in terra statunitense. In soli tre mesi, in terra madre, ha raggiunto quasi 30 milioni di abbonati (Netflix viaggia sui 130 e Amazon sui 100) scombussolando le abitudini dei giovani e vecchi americani (e togliendo molti prodotti proprio a Netflix). Sì, perché quelli che vi dicono che Disney+ è un prodotto “solo per bambini da mollare davanti al divano” stanno mentendo. Disney+ è un tipico prodotto “family” con contenuti per ogni età. Oltre a gran parte dei classici Disney e Pixar, c’è tutta la saga e sottosaga di Star Wars, tutti i Marvel e gran parte della produzione National Geographic e Fox. L’abbonamento costa 69,99 per un anno, quindi decisamente meno del suo principale competitor Netflix (circa la metà) ma molto di più del suo competitor high-profile Amazon Video (circa il doppio). C’è comunque la classica settimana di prova gratuita disponibile.

I PLUS DI DISNEY+

Sono di parte: secondo me il ruolo principale lo giocano I SIMPSON. Per la prima volta potrete trovare le 30 stagioni: qui finalmente visibili integralmente dall’inizio alla fine in italiano o in lingua originale. Poi ci sono una serie di contenuti inediti: il più cool è chiaramente THE MANDALORIAN, il primo live action ambientato nel mondo di Guerre Stellari in cui le vicende avvengono 5 anni dopo IL RITORNO DELLO JEDI e circa 25 anni prima di quelle del RISVEGLIO DELLA FORZA, ma c’è anche una nuova serie ispirata a HIGH SCHOOL MUSICAL, una con un personaggio della Pixar (I PERCHÈ DI FORKY), qualche film originale Disney (tra cui l’interessantissimo TOGO che vede protagonista WILLEM DEFOE e un orso polare) e IL MONDO SECONDO JEFF GOLDBLUM, un prodotto di National Geographic piuttosto singolare. L’attore, infatti, parla di oggetti di uso comune svelandone improbabili segreti. Nella prima puntata si parla delle scarpe da ginnastica. Altri Plus: tutta la raccolta dei corti Pixar e un viaggio nel mondo di Topolino. I vecchi cartoni animati, i film e minifilm per raccontare la storia di colui da cui tutto partì.

I MINUS DI DISNEY-

Arriviamo ai tasti dolenti: cosa manca in questa offerta? Innanzitutto non tutto il catalogo DISNEY e PIXAR è presente. Verrà cambiato e implementato man mano per rendere l’offerta più differenziata e fluida. In più non tutto il materiale è doppiato: la mia amica Moira spasimava per gli X MEN anni’90 e la serie c’è solo in lingua originale. Io, invece, bramavo per tornare bambino riguardandomi tutti gli episodi di DUCK TALES: al momento ce ne sono solo 5 della terza stagione. Interpellando l’assistenza clienti mi fanno sapere che saranno caricati un po’ alla volta. Diciamo che, mentre sulle produzioni più nuove si va sul sicuro, sui prodotti d’archivio c’è ancora molto margine per migliorare la piattaforma. In più per quel che riguarda il mondo FOX scordatevi le altre serie tipo 24, Grey’s Anatomy o tutto l’universo di Shonda Rhimes: nessun programma “Rated R” cioè con contenuti sensibili è concesso.

Insomma Disney+ più che partire come un treno alta velocità è partito più, appunto, come un calesse. La strategia per soppiantare Netflix sarà a lungo termine? Ce la farà? Convincerà anche qua, come ha fatto in America, il 38% degli abbonati a disdire la concorrenza? Ai posteri l’ardua sentenza (intanto vi prego datemi i DUCK TALES!)

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