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Chi è Bobo Rondelli, il cantautore che duetta con Irene Grandi a Sanremo 2020

Di Marco Nepi
Pubblicato il 6 Feb. 2020 alle 15:32
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Immagine di copertina

Chi è Bobo Rondelli, il cantautore che duetta con Irene Grandi a Sanremo 2020

Questa sera, giovedì 6 febbraio 2020, è la serata dei duetti a Sanremo 2020: ciascun cantante in gara si esibirà al fianco di un suo ospite con una cover di un brano cantato nelle 70 edizioni della kermesse. A duettare con Irene Grandi c’è Bobo Rondelli, cantautore, attore e poeta con il quale la Grandi si esibirà con il brano La musica è finita di Ornella Vanoni e Mario Guarnera. Ma chi è Bobo (Roberto) Rondelli? Vediamo qui di seguito qualche informazione in più su di lui.

Tutti i duetti di Sanremo 2020

Bobo Rondelli: chi è il cantante al fianco di Irene Grandi

Bobo Rondelli, 56 anni, all’anagrafe è Roberto ed è nato a Livorno, nello specifico nel quartiere popolare del Pontino, dove vive tuttora. Le cover, questo artista poliedrico – un po’ cantautore, un po’, attore e un po’ poeta – ce le ha sempre avute nel sangue: fin da giovanissimo ha interpretato, suonando dove gli capitava, diversi brani famosi, prima di fondare il trio Les Bijoux. Con questo ha dato vita all’album “My Home”, mentre in seguito sempre del trio è “Ottavo Padiglione”, album in cui l’artista canta in italiano e che ha fatto emergere il suo particolarissimo stile, sarcastico e dissacrante. L’ispirazione, per quel lavoro, Bobo l’ha presa dal reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno.

Un anno particolarmente fortunato, poi, per l’artista, è stato il 1993: grazie all’incontro con il produttore dei Litfiba, la EMI Music ha prodotto il primo album del gruppo, il quale è riuscito a vendere ben 30mila copie.

Il 1995 con la Universal Music è stato poi il turno di “Fuori posto”, nuovo album del gruppo che si è nel frattempo spostato verso sonorità reggae senza dimenticare le origini. Dopo una collaborazione mai partita con Dischi Ricordi a causa di discordanze sul “modus operandi”, Bobo ha deciso di darsi alla carriera di solista: nel 2002 è uscito “Disperati, intellettuali, ubriaconi”, prodotto e arrangiato da Stefano Bollani e si è aggiudicato il premio Ciampi per il miglior arrangiamento.

Ma la musica non è stata l’unica dimensione in cui prendeva forma l’estro di Rondelli: per quanto riguarda il cinema Rondelli ha scritto per Roberta Torre alcune musiche del film Sud Side Stori e in seguito ha avuto una parte in Ett Paradis utan biljard (“Un paradiso senza biliardo”), una produzione italo-svedese diretta da Carlo Barsotti.

Nel maggio 2009 in edicola è poi uscito L’uomo che aveva picchiato la testa, un film sulla sua storia diretto dall’amico Paolo Virzì (il quale lo inserirà come comparsa in La prima cosa bella), mentre nel 2010 è stato ristampato il suo primo libro Compagni di sangue.

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