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Solomon Northup: chi era il protagonista del film 12 anni schiavo

Di Redazione TPI
Pubblicato il 27 Feb. 2020 alle 17:28
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Immagine di copertina

Solomon Northup, chi era il protagonista del film 12 anni schiavo: storia, biografia, morte

SOLOMON NORTHUP – Il protagonista del film 12 anni schiavo, interpretato da Chiwetel Ejiofor, si chiama Solomon Northup. Un personaggio inventato? No, tutt’altro. Solomon è realmente esistito e la sua storia è quella che è stata raccontata della pellicola cinematografica. Ma chi era Solomon Northup? Qual è la sua vera storia? Solomon è stato un musicista e scrittore statunitense, famoso per essere stato ridotto in schiavitù, nonostante fosse un uomo libero, a seguito di un rapimento.

L’uomo, come raccontato nel film, fu ridotto in stato di schiavitù, dopo essere stato rapito da alcuni trafficanti. Appena riacquistò la libertà, dopo 12 anni e dopo varie traversie, scrisse una autobiografia intitolata Twelve Years a Slave (12 anni schiavo), pubblicata la prima volta nel luglio del 1853 e assistito nella stesura da David Wilson, un avvocato di spicco di New York, già autore di due pubblicazioni sulla storia locale, e abolizionista. L’opera vendette all’epoca 30 mila copie e fu considerata un bestseller.

Solomon Northup chi era 12 anni schiavo

“Poiché la mia è la storia di un uomo nato in libertà, che poté godere dei benefici di tale condizione per trent’anni in uno Stato libero e che poi fu rapito e venduto come schiavo e tale rimase fino al felice salvataggio avvenuto nel mese di gennaio del 1853, dopo dodici anni di cattività, mi è stato suggerito che queste mie vicissitudini potrebbero rivelarsi molto interessanti per il grande pubblico”, le parole di Solomon nell’incipit della sua autobiografia, 12 anni schiavo.

La vita da uomo libero

Solomon Northup nasce a Minerva (vicino New York) il 7 luglio 1807 come uomo libero grazie al principio legale allora vigente del Partus sequitur ventrem (la madre infatti era una donna libera). Il padre era uno schiavo liberato, Mintus, che aveva servito il capitano Henry Northup (lealista) che lo liberò intorno al 1798 come parte di una clausola nel suo testamento e da cui Mintus dopo la sua morte prese il nome. Solomon aveva un fratello di nome Joseph.

Contadino, falegname e violinista, nel 1829, il giorno di Natale, Solomon Northup aveva sposato Anne Hampton, una cuoca mulatta, con cui ebbe tre figli, Elizabeth, Margaret e Alonzo, che al momento del rapimento avevano 10, 8, e 5 anni d’età. Solomon iniziò a suonare il violino durante le ore di svago della sua giovinezza, dopo aver terminato il suo principale dovere di aiutare il padre nella fattoria. Fino al 1834 risiedeva con la sua famiglia a Hebron (vicino New York) dove possedeva una fattoria. Successivamente, accompagnato dai suoi cari, si trasferì a Saratoga Springs.

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL FILM 12 ANNI SCHIAVO

Il rapimento e la riduzione in schiavitù

Nel mese di aprile del 1841, all’età di 33 anni, Solomon Northup fu rapito da trafficanti di schiavi, tali Merrill Brown e Abram Hamilton (che verranno poi successivamente identificati come Alexander Merrill e Joseph Russell), che lo trassero in inganno con una falsa offerta di lavoro come musicista in un circo. L’incontro fra Solomon e Merril e Russell avvenne a Saratoga Springs, la cittadina vicino New York dove Solomon risiedeva da alcuni anni. I tre partirono per la città di New York, dove si tenne uno spettacolo, che però deluse Solomon, trattandosi di banali giochi di magia. Northup, convinto che il suo viaggio durasse solo una notte non avvisò la moglie Anne. Ma a quel punto gli uomini lo convinsero ad andare con loro a un fantomatico circo a Washington offrendogli un generoso stipendio e il costo del suo viaggio di ritorno a casa.

Si fermarono in modo che potesse ottenere una copia dei suoi documenti, per dimostrare il suo status di uomo libero. La sua condizione di uomo di colore era infatti preoccupante mentre era in viaggio a Washington, dove la schiavitù era legale, e vi erano grossi traffici di schiavi. Il rapimento fu messo in atto mentre si trovavano nella capitale, dove si stavano svolgendo i funerali solenni del presidente Harrison. Solomon racconta che fecero i turisti per la città, visitando la Casa Bianca e assistendo al corteo funebre. Più tardi Northup fu drogato con belladonna, avvelenamento che gli causò un fortissimo stato di malessere e incoscienza.

Solomon nella notte fu prelevato da vari uomini nella stanza dell’hotel dove risiedeva e ceduto a James H. Birch, un mercante di schiavi, per 650 dollari, affermando che si trattava di uno schiavo fuggiasco dalla Georgia. Solomon si ritrovò incatenato in una prigione per schiavi, che poi verrà identificata come “The Yellow House” (o “Williams Slave Pen” sita in Independence Avenue SW, dove ora è situata la sede della Federal Aviation Administration) il tutto a pochi metri dal Campidoglio della capitale Washington. Birch e il suo sodale Ebenezer Radburn, picchiarono ripetutamente Solomon Northup per impedirgli di dire che era un uomo libero. Il pestaggio, che durò alcune ore, e che sfiancò finanche Birch e Radburn, provocò profonde ferite nel fisico di Solomon, il quale paragonò quelle sofferenze alle “fiamme dell’inferno”.

Successivamente Solomon Northup fu spedito a New Orleans con un passaggio in nave sul brigantino Orleans, partendo dal porto di Richmond, il 27 aprile 1841 e arrivando a destinazione il 24 maggio 1841. Sulla nave Solomon venne registrato con il falso nome di Platt Hamilton. Solomon ha raccontato che durante il viaggio complottò, con alcuni suoi compagni di sventura, un ammutinamento per guadagnare così la libertà. Sopraggiunse però sulla nave una epidemia di vaiolo e uno schiavo di nome Robert (che faceva parte del piano di ammutinamento) morì per la stessa malattia: il progetto di presa di possesso della nave quindi svanì.

Mentre si trovava sulla nave che lo stava portando nella Louisiana Solomon riuscì a convincere John Manning, un marinaio inglese, ad inviare una lettera a Henry B. Northup (avvocato e amico d’infanzia di Solomon), al fine di far conoscere ai suoi cari gli accadimenti e nella speranza quindi di poter essere liberato.

Lo Stato di New York aveva approvato una legge il 14 maggio del 1840 per proteggere i suoi residenti afro-americani, fornendo assistenza legale e finanziaria per facilitare il recupero nell’eventualità venissero rapiti e portati fuori dallo stato. Purtroppo però l’avvocato Henry B. Northup non poté agire per ben 11 anni in quanto non conosceva la destinazione finale di Solomon.

La liberazione

Solomon, durante la prigionia sotto la proprietà di Edwin Epps, conobbe un carpentiere, di nome Samuel Bass (un uomo bianco abolizionista proveniente dal Canada), a cui per la prima volta da quando era stato reso schiavo raccontò tutta la sua storia. Bass, rischiando moltissimo in prima persona accettò la richiesta d’aiuto di Solomon, scrivendo varie lettere a firma Solomon Northup, fra cui una destinata a Cephas Parker e William Perry (datata 15 agosto 1852 e ricevuta nei primi giorni di settembre dello stesso anno), negozianti a Saratoga e amici dello stesso Solomon. Nelle lettere Samuel Bass non svelò la sua identità ma fornì indicazioni sul luogo da ricercare: “Marksville, Louisiana, Parish of Avoyelles”.

Questo permise alla famiglia di Solomon di sapere la sua sorte e il governatore di New York, Washington Hunt, si batté per la sua liberazione, collaborando anche con il senatore della Louisiana Pierre Soulé. L’avvocato Henry B. Northup viaggiò fino nel sud della Louisiana per operarne la liberazione e contattò John Pamplin Waddill, un avvocato locale che si dimostrò fondamentale per la localizzazione di Solomon. L’uomo riacquisì la libertà il 4 gennaio del 1853, dopo 11 anni, 8 mesi e 26 giorni di prigionia, all’età di circa 45 anni.

Il mistero sulla morte di Solomon Northup

Il 21 gennaio 1853 Solomon tornò tra le braccia della sua famiglia. L’uomo raccontò subito la sua storia dando interviste alla stampa locale. Nel luglio del 1853 pubblicò la sua autobiografia: egli divenne attivo sostenitore del movimento abolizionista e tenne conferenze sulla schiavitù in tutto il nordest degli Stati Uniti d’America. Nel 1855 viveva con la figlia Margaret Stanton a Queensbury nello stato di New York.

Solomon scomparve in circostanze sconosciute pochi anni dopo aver recuperato il suo status di uomo libero. Non ci sono prove dell’esistenza in vita di Solomon dopo il 1857. L’uomo non fu registrato con la sua famiglia nel censimento degli Stati Uniti nel 1860.

Perché morto? Nessuna conferma. Alcuni giornali, all’epoca, parlarono di un possibile nuovo rapimento. Quando Anne Northup morì nel 1876, alcuni giornali dissero che era vedova. In un necrologio, lodando Anne, si diceva che Solomon Northup “avendo tenuto conferenze in tutto il paese, era diventato un vagabondo”.

Secondo alcuni storici, è probabile che Solomon Northup sia morto per cause naturali, ritenendo che un nuovo rapimento fosse improbabile in quanto troppo vecchio per essere di interesse ai trafficanti di schiavi. La tomba, sebbene intensamente cercata, non è stata mai trovata.

IL CAST DEL FILM

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