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Raphaela Gromes a TPI: “Il mio album celebra la forza femminile ma la vera parità non è ancora stata raggiunta”

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Protagonista del Festival Florio di Favignana, la violoncellista Raphaela Gromes parla del suo progetto discografico, "Fortissima!", e della sua carriera

Al Festival Florio di Favignana mercoledì 1° luglio, arriva uno degli appuntamenti più attesi di questa edizione, il concerto (ore 21:30 presso gli ex Stabilimenti Florio) della violoncellista Raphaela Gromes che, insieme al pianista Julian Riem, porterà a Favignana un programma che attinge sia ai grandi standard che alle gemme più rare, tratte dal progetto discografico di Raphaela Gromes: Fortissima! Un doppio album dedicato alle compositrici dimenticate della storia della musica. Una dichiarazione artistica e sociale potente: un invito a riscoprire la voce delle donne e a riportarle sul palco.

Come è nato questo progetto?
«Il progetto è nato da un percorso iniziato diversi anni fa con il mio album Femmes. Mentre facevo ricerche sul repertorio per quella registrazione, mi sono resa conto di quante straordinarie compositrici fossero state cancellate dalla vita concertistica e dalla storia della musica stessa. Fortissima è la continuazione di quel percorso. Celebra le donne che hanno creato grande arte nonostante enormi ostacoli e le cui voci meritano di essere ascoltate oggi».

Come le ha scoperte?
«La ricerca è stata simile a un lavoro investigativo. Ho trascorso anni a studiare archivi, manoscritti, lettere, pubblicazioni storiche e registrazioni. L’Archivio Femminile e Musicale di Francoforte è stato importante per il mio lavoro. Molte opere erano difficili da reperire, alcune esistevano solo in forma manoscritta, altre non venivano eseguite da decenni. Ogni scoperta è stata come riportare alla luce un tesoro nascosto».

Fortissima include due pop star come Adele e Pink. Perché questa scelta?
«L’album celebra la forza femminile, la creatività e l’individualità artistica attraverso diversi generi e generazioni. Adele e Pink sono esempi potenti di donne che hanno creato la propria identità artistica e ispirato milioni di persone con la loro musica. Includerle crea un ponte tra la musica classica e la cultura contemporanea e dimostra che l’idea di modelli femminili forti è universale».

Oggi è più facile per una compositrice e musicista intraprendere una carriera?
«Per molti aspetti, sì. Le donne hanno opportunità che le generazioni precedenti potevano solo sognare. Possono studiare, esibirsi, comporre, dirigere e costruire carriere internazionali in un modo che spesso era impossibile per le loro antenate. Allo stesso tempo, i numeri dimostrano che la vera parità non è ancora stata raggiunta. Secondo una ricerca della Fondazione Donne, solo circa il 7,5% delle opere eseguite da 111 grandi orchestre in tutto il mondo nella stagione 2023/24 erano composte da donne. Ciò che colpisce in particolare è che il problema non è più l’accesso all’istruzione. In molti conservatori, le studentesse sono presenti in numero uguale o addirittura in maggioranza. La vera sfida è la visibilità: la musica che viene programmata, e chi entra a far parte del canone consolidato».

La sua carriera è stata una scelta consapevole?
«La musica ha fatto parte della mia vita fin dall’inizio. Entrambi i miei genitori sono violoncellisti. Curiosamente, ho iniziato con il pianoforte. Ma presto mi sono innamorata del suono del violoncello. Supplicai mia madre di lasciarmi imparare a suonarlo, finché alla fine non cedette. Avevo quattro anni, quando un minuscolo violoncello apparve sotto l’albero di Natale. Da quel giorno in poi, il violoncello divenne il mio compagno inseparabile».

A Favignana si terrà anche una masterclass. In cosa consisterà?
«Lavoreremo sugli aspetti tecnici e musicali del violoncello, spero anche di affrontare temi come l’identità artistica, la curiosità e l’importanza di trovare la propria voce. Voglio incoraggiare i giovani musicisti a esplorare un repertorio che vada oltre il canone standard, a mantenere una mentalità aperta e a sviluppare il coraggio di seguire il proprio percorso artistico».

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