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Raffaella Carrà: “Per colpa mia Maradona passò una notte in carcere”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 27 Nov. 2020 alle 15:19
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Immagine di copertina

Era il 1998 e la puntata di “Carramba! Che fortuna” registrava 13 milioni di spettatori. Raffaella Carrà aveva organizzato una carrambata per l’amico Diego Armando Maradona, scomparso il 25 novembre scorso, per fargli rincontrare i compagni di squadra del Napoli con quali aveva vinto lo scudetto 86/87. Ma come è nata l’amicizia tra l’intramontabile star della televisione italiana e il più grande calciatore di tutti i tempi? Lo racconta lei stessa al Mattino: “La storia è lunga. L’ho conosciuto in Italia quando lo invitavo ai miei programmi, ma la prima volta è venuto lui da me ed è pure finito in prigione. Io cantavo in una grande arena a Buenos Aires. Era il 1979. Lui avrà avuto 18 anni. L’arena era piena, non c’era più posto, ma lui tentò comunque di entrare per ascoltarmi. Disse ai poliziotti: Non sapete chi sono io! Lessi questa storia il giorno dopo sul Clarin. Per colpa mia Diego aveva passato una notte in guardina”.

“Dopo questo episodio io l’ho praticamente inseguito”; prosegue Raffaella Carrà. “Una volta ero a Madrid per un’asta e avrei voluto proporre anche una sua maglietta. In quel periodo lui giocava nel Siviglia. Era il 1992. Ma Diego non volle mandarmela. Quando ormai stavo per partire però me lo ritrovai nella hall dell’hotel. Non potevo crederci: davanti ai miei occhi c’era Maradona con la moglie Claudia e le figlie Dalma e Giannina. Arrivò e mi disse: Non ti ho voluto mandare la maglietta, te l’ho portata io. Facemmo pace, cenammo insieme e lo invitai al programma Hola, Raffaella. Lui venne con piacere e portò con se la famiglia”.

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