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Netflix è stata accusata perché nelle sue serie tv si fuma troppo

Mostrare un numero eccessivo di contenuti in cui compaiono personaggi che fumano può influenzare i giovani spettatori, secondo l'associazione che ha accusato Netflix

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 23 Mar. 2018 alle 13:49
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Immagine di copertina
Una scena della serie Netflix Stranger Things. Credit: Netflix

La Truth Initiative, organizzazione statunitense per la salute pubblica, ha accusato Netflix di mostrare, nelle sue serie tv, un numero troppo alto di scene in cui i personaggi fumano.

Secondo i calcoli dell’associazione condotti sulle migliori serie andate in onda tra il 2015 e il 2016, le esclusive di Netflix contengono 319 scene in cui viene fumata una sigaretta: sono più del doppio delle 139 scene dei programmi trasmessi sulla tv via cavo.

Secondo la Truth Initiative, mostrare troppo spesso scene in cui i protagonisti delle serie tv fumano è un cattivo esempio per gli spettatori più giovani che, influenzati da quello che vedono sullo schermo, sarebbero portati a imitare il comportamento dei loro personaggi preferiti.

La classifica delle serie tv di Netflix in base al numero di scene in cui si fuma

Prima tra tutte, la serie tv prodotta da Netflix “Stranger Things” conta ben 182 scene in cui viene fumata una sigaretta, girate solamente nella prima stagione, composta da otto episodi.

A seguire, senza contare la serie The Walking Dead, che è stata prodotta da AMC e mostra 94 scene in cui compare una sigaretta, piazzandosi al secondo posto, si trovano Orange Is the New Black, con 45 scene, House of Cards, con 41 scene, Fuller House, con 22 scene, e infine la docu-serie Making a Murderer, con 20 scene.

Tra le serie di Netflix citate, Stranger Things e Making a Murderer sono classificate come “adatte agli spettatori dai 14 anni in su” da Netflix, mentre House of Cards e Orange Is the New Black sono adatti solo ad un pubblico adulto. Fuller House, invece, è ritenuto adatto a telespettatori che abbiano superato i 7 anni.

Complessivamente, secondo l’analisi di Truth Initiative, il 79 per cento delle trasmissioni televisive analizzate promuovono implicitamente l’uso del tabacco.

L’associazione ha analizzato le 14 serie più popolari tra i giovani spettatori statunitensi che hanno tra i 15 e i 24 anni, sulla base dei dati campione del governo.

La diffusione dei servizi di abbonamento ha portato “a una pervasiva rivalutazione del fumo attraverso gli schermi, che sta rendendo glamour e sta normalizzando un’abitudine mortale per milioni di giovani impressionabili”, ha dichiarat Robin Koval, amministratore delegato e presidente della Truth Initiative.

Tra i provvedimenti consigliati, Truth Initiative suggerisce di intervenire sulla questione in vari modi: lavorare con i produttori per escludere dalle serie tv le scene in cui sono presenti immagini con le sigarette; indicare inadatti ai più giovani i contenuti che includono l’uso del tabacco; incentivare la produzione di film che non promuovano il fumo delle sigarette.

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