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David Lynch ritira l’Oscar alla Carriera

Dopo Lina Wertmüller, è la volta del regista visionario di Twin Peaks

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 28 Ott. 2019 alle 12:35 Aggiornato il 12 Nov. 2019 alle 15:19
Immagine di copertina

David Lynch ritira l’Oscar alla Carriera

David Lynch ha ritirato l’Oscar alla carriera durante la cerimonia dei Governors Awards, un evento che anticipa gli Oscar 2020.

Lynch, conosciuto come un regista visionaroi, vanta tra le sue opere maggiormente note The Elephant Man, Velluto blu, Mulholland Drive (tre film con i quali ha ottenuto tre nomination agli Oscar) e anche per la serie tv Twin Peaks, tornata dopo oltre 25 anni in tv con una quarta stagione che ha fatto molto discutere.

David Lynch, tutti i riconoscimenti della sua (grande) carriera

David Lynch ha vinto due volte il Premio César per il miglior film straniero ed è stato presidente della giuria al Festival di Cannes nell’edizione 2002, ma era stato premiato con la Palma D’Oro per Cuore Selvaggio nel 1990: lo stesso premio gli è stato conferito anche l’anno seguente per la regia di Mulholland Drive.

Nel 2006, Lynch ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

Inoltre, è stato nominato Cavaliere della Legion d’Onore in occasione del Festival di Cannes.

Durante la cerimonia dei Governors Awards, David Lynch – come riportato da Hollywood Reporter – si è contraddistinto ancora una volta ringraziando l’Academy per poi rivolgersi alla statuetta dell’Oscar dicendo: “Hai un volto davvero grazioso. Buona notte.”

David Lynch, l’Oscar alla carriera: è il momento di Lina Wertmuller

Nella stessa serata, anche la regista italiana Lina Wertmuller è stata premiata, insieme a Geena Davis e Wes Studi.

La Wertmuller, prima regista donna nominata nella storia del premio, ha ritirato l’Oscar a 91 anni. Il suo discorso ha puntato su un rebranding dell’Oscar partendo dalla scelta del nome e del sesso. “Cominciamo dal fatto che già questo Oscar è una cosa molto maschile, perché non facciamo un Oscar femminile, e lo chiamiamo Anna?”, ha precisato la regista.

E poi ha ringraziato gli Stati Uniti: “L’America è una cosa seria, noi siamo un piccolo stivaletto, questo è un continente, non c’è proporzione… così ringrazio l’America”.