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Quanto costa il ritorno di Beppe Grillo in Rai

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 27 Gen. 2019 alle 18:31 Aggiornato il 27 Gen. 2019 alle 18:56
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Immagine di copertina

Beppe Grillo torna in Rai. E non potevano mancare le polemiche. Al momento non c’è ancora nessuna firma sul contratto, ma fa discutere l’ipotesi – “molto concreta”, denuncia il capogruppo del PD in commissione Vigilanza, Davide Faraone – che lo spettacolo ‘C’è Grillo’ – che andrà in onda lunedì sera su Rai 2 – possa costare 30mila euro.

Nella maggioranza c’è chi definisce lo spettacolo come “un’operazione amarcord messa in piedi dal direttore di Rai 2 Freccero”; e chi, invece, “condivide la necessità di evitare qualsiasi tipo di esborso da parte dell’azienda di viale Mazzini”.

Il compenso sarebbe infatti legato ai diritti d’autore, ma al momento non è stato certificato da nessuna firma su nessun contratto. Da qui l’attacco del Pd, che annuncia un’interrogazione parlamentare.

“Chiederò un’interrogazione e di poter fare un accesso agli atti per verificare quanto scrivono gli organi di stampa, in riferimento al presunto compenso che la Rai vorrebbe pagare a Beppe Grillo per la messa in onda della trasmissione ‘C’e’ Grillo‘ su Rai 2”, annuncia il capogruppo dem Davide Faraone.

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Per l’esponente dem “pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle”.

Però, aggiunge il senatore Pd, “questa vicenda potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso”.

Ad accompagnare la protesta di Faraone il deputato Pd Roberto Morassut: “Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30 mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”.

Grillo in Rai, Freccero contro le polemiche

Polemiche inevitabili, quelle dovute al ritorno in Rai di Beppe Grillo, che però Carlo Freccero, direttore di Rai 2, respinge al mittente: “
La censura non muore mai. Abbiamo ritirato fuori ‘Ultimo tango a Parigi’ dal rogo ma evidentemente Beppe Grillo rappresenta uno scandalo ancora maggiore”.

E al dem Francesco Verducci, che ha definito il programma sul fondatore del Movimento 5 stelle “un megaspot e un’umiliazione per il servizio pubblico” chiedendo che l’ad Fabrizio Salini ne risponda in Vigilanza, Freccero manda a dire: “Alcuni esponenti del Pd spaziano dall’inquisizione al maccartismo”.

Difendendo il programma dedicato a Grillo, un format con gli spezzoni della sua storia tv, che sarà poi dedicato anche a Roberto Benigni, Enzo Tortora e Gianfranco Funari, Freccero ricorda che “Grillo ha creato la satira in tv, ignorarlo avrebbe voluto dire censurarlo”.

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