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Overshoot day 2019. L’Italia, oggi, ha già finito le risorse rinnovabili del Pianeta, ma i politici continuano a fregarsene

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 29 Lug. 2019 alle 17:36 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:09
Immagine di copertina
Credit: AFP / Abdulhamid Hosbas / Anadolu Agency

Overshoot Day 2019

Lo chiamano “Overshoot Day”, in italiano lo potremo dire come il giorno del “sovrasfruttamento”, tecnicamente è il giorno dell’anno in cui abbiamo esaurito tutte le energie che il pianeta riesce a produrre annualmente. Da oggi stiamo facendo dono alla riserva, consumando risorse naturali che sono quelle messe da parte quando ancora l’uomo non era una malattia per tutte le altre specie e per il pianeta in cui abita, sempre prodigo nell’essere cieco sul futuro, sempre chino sul consumo assatanato come se la tutela della Terra sia solo un hobby di qualche intellettuale ambientalista snob che gioca a fare l’allarmista.

Da domani quindi inizieremo a consumare cibo, suolo, legno, fibre, aria dei nostri figli, incapaci come siamo di diminuire la nostra impronta ecologica e di modificare i nostri stili di vita (alimentari, produttivi, abitativi e consumistici) per seminare un futuro che sia meno disastroso di quello che ci aspetta. L’Overshoot Day come consuetudine riempie i giornali, le colonnine dei siti d’informazione, le bacheche dei social e i tweet d’ordinanza dei politici ma come sempre è praticamente inesistente nel dibattito politico nazionale e internazionale.

Per una questione di ristrettezza di visioni siamo abituati e ci stanno abituando solo alle tragedie più prossime e vicine, quelle di cui possiamo sentire l’odore del sangue o che ci preoccupano al massimo per l’indomani mattina: avere una visione complessiva del mondo è un esercizio morale che non si adatta a quest’epoca di piccoli cortili e di egoismi certificati. Eppure i numeri ci dicono che ogni anno consumiamo all’incirca 1,75 risorse disponibili, quasi il doppio, e la curva del consumo è in costante aumento dagli anni ’70.

Nonostante i tweet miseri di Trump e l’ironia di qualcuno a casa nostra, mai come in questi ultimi anni il pianeta e il clima hanno risentito delle attività umane, raggiungendo limiti preoccupanti. La Cina, gli USA e l’India sono i Paesi con l’impronta ecologica più alta al mondo (e quelli che probabilmente se ne occupano meno, sarà un caso) mentre nella conca del Mediterraneo è il consumo di cibo che incide maggiormente con un’offerta che supera tra il 20 e il 40% il fabbisogno giornaliero. Qui da noi in Italia servirebbero ogni anno 2,7 pianeti Terra, negli USA 5. Voi cosa direste a un padre che rimane sdraiato sul divano a consumare tutte le riserve che servono alla famiglia per superare l’inverno? Non vi girerebbero? Ecco, quelli siamo noi. E il tempo si è già esaurito. Oggi.