Le vittime “oscurate” della strage di Berlino

Perché la Germania ha nascosto i nomi dei tedeschi uccisi nel mercatino di Natale?

Di Paolo Brogi
Pubblicato il 27 Dic. 2016 alle 18:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:35
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Immagine di copertina

Sono ormai passati parecchi giorni dall’orribile strage nel
mercatino natalizio di Berlino. E sui dodici morti è calato una sorta di oscuro
silenzio. In particolare sono stati oscurati totalmente dalla Germania i nomi
delle sette vittime tedesche.

Dei cinque “stranieri” uccisi si è appreso pian piano il
nome, le autorità dei rispettivi paesi (Polonia, Italia, Israele, repubblica
Ceca e Ucraina) hanno pronunciato le parole che dovevano, riti funebri sono
stati organizzati, i media se ne sono occupati.

Delle vittime tedesche si conoscono invece solo pichi spezzoni
di storie e non di tutti: una donna di Neuss che era col figlio rimasto ferito,
due uomini del Brandenburgo, pochissimo altro…

Perché tutto ciò? Basta il richiamo alla privacy a spiegare
questa cortina di silenzio, tra l’altro rispettata anche dai media nazionali?

Anche del camionista polacco, l’ “eroe”, si è appreso faticosamente
qualcosa che in dei conti è legato a un brandello di informazione fornito da un
investigatore anonimo a un giornalista della Bild Zeitung. In seguito anche la
premier polacca ha ufficializzato il sacrificio del connazionale.

E poi? Tranne una raccolta di firme per conferire alla sua
memoria un riconoscimento tedesco non si è saputo granché altro.

A un tabloid inglese (il Sun) è stato detto che la famiglia del
camionista è stata di fatto “abbandonata” a se stessa da Germania e Polonia. Nessuno ha chiesto rettifiche…

Così va dunque il mondo?

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