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Gambia: in prigione per il calcio

Giocano un torneo informale ignorando il divieto del Presidente Yahya Jammeh e ora rischiano da i 5 agli 8 anni di carcere

Di Nicola Sbetti
Pubblicato il 30 Set. 2013 alle 17:50
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Immagine di copertina

Navétanes sono dei tornei informali molto popolari in Africa Occidentale che si disputano nel corso della stagione delle piogge a margine dei tornei federali. Se in Senegal sono quasi un’istituzione, in Gambia invece sono stati espressamente vietati dal Presidente Yahya Jammeh, al potere dal 1994, perché distrarrebbero la gioventù.

La passione per il calcio però va oltre i divieti e in molte regioni si sono fatti le beffe del decreto presidenziale. L’irato Jammeh ha quindi deciso, per “invitare” la gioventù gambiana ad andare a coltivare la terra invece di “perdere tempo” in frivolezze, di ricorrere alle maniere forti.

Così, mercoledì scorso in località Samidé, la polizia è scesa in campo interrompendo il gioco e arrestando almeno dieci giocatori, tutti giovanissimi. Imprigionati e in attesa del processo, rischiano addirituttra dai 5 agli 8 anni di prigione. Nel frattempo sono stati denunciati arresti anche nelle località di Sami, Boiram e nel distretto di West Fulladu-

Non trattandosi di tornei federali è difficile ipotizzare che la FIFA prenda qualche provvedimento in materia. Si tratta tuttavia dell’ennesima dimostrazione di come, in Paesi in cui le libertà fondamentali e lo stato di diritto non sono garantiti, anche la pratica sportiva finisca per essere succube degli interessi di chi comanda.

La notizia è stata rilanciata da Khalil Dieme di afrik-foot.com 

Per approfondire leggi QUI

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