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E alla fine arriva Letta

Immagine di copertina

Note sparse di un uomo di potere

E poi arriva il governo Letta.

D’improvviso, come un rombo di tuono, che tremendo frastuono…visto che pur sempre di anni ’80 si parla.

I più superficiali considereranno questo nuovo governo italiano come una continuazione dell’esecutivo precedente

Ma non sarà così. Sia per la composizione del governo stesso, sia per i temi che Letta dovrà portare avanti.

Sul fronte della composizione c’è una differenza notevole con l’esecutivo Monti: il governo del Prof. si basava sul postulato “c’è un momento di crisi, fate un passo indietro, fate nascere un governo altrui e sostenetelo lealmente”. Più o meno (più meno che più) è andata così.

Sui temi invece la fase che si prospetta davanti al nuovo governo registrerà delle serie differenze col passato: l’austerità non è più un dogma. Lo dice pure Olli Rehn. Da quella base (basata perlopiù sul rapporto deficit/Pil al 2.9%, perché l’argomento debito pubblico resta ancora un tabù) occorre far partire una seria politica della crescita e di rilancio della domanda pubblica.

La politica dovrebbe far ripartire l’economia, anche perché una riproposizione di un altro governo tecnico, questa volta dalla matrice più progressista, sarebbe stata indigesta da gran parte della popolazione italiana.

E quindi Letta, il Subbuteo, gli anni ’80, il chinotto Neri e quella generazione che si definiva “scomparsa”. Un salto generazione che porterà il pisano ad essere il terzo presidente del consiglio più giovane della Repubblica. Il secondo più giovane del G20.

Un salto generazionale che dagli anni ’40 va ai ’60. Bypassando del tutto la generazione più giovane in grado di percepire il grande boom dei primi anni ’60.

Auguri Enrico. Ci mancheranno (per questi 18 mesi) i tuoi editoriali sull’Economist.

Ps: siccome il giornalismo è tale solo se militante, il Candidato di Servizio è tornato. E sono candidato per il Pd al consiglio del I municipio di Roma. La prima circoscrizione, per intendersi.

A proposito di giornalisti faziosi. A proposito di politici completi.

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