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L’Australia riduce il numero dei visti per i lavoratori stranieri nelle catene di fast food

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L'azienda che impiega la maggior parte di questi dipendenti è McDonald's. La decisione è stata presa dal governo per salvaguardare i cittadini australiani

Giro di vite in Australia per i visti di soggiorno ai lavoratori stranieri dell’industria dei fast food. Ad annunciarlo è il ministero dell’Immigrazione, spiegando che si tratta di una decisione presa per salvaguardare i lavoratori del paese. 

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Dal 2012 più di 500 lavoratori stranieri hanno ricevuto un permesso – conosciuto come visto 457 – per lavorare in aziende come McDonald’s, Kfc e Hungry Jack’s. Questo visto è esteso anche ai membri della famiglia dei lavoratori.

“I lavoratori australiani, soprattutto i giovani, devono avere la priorità”, ha spiegato il ministro per l’Immigrazione Peter Dutton, specificando che i visti saranno garantiti in casi di circostanze particolari. 

Secondo i dati diffusi dal governo, 95mila persone vivono in Australia grazie al visto 457. Questa cifra risale al settembre del 2016 ed è più bassa rispetto ai 103mila immigrati del 2015. La maggior parte di loro proviene dall’India, dal Regno Unito e dalla Cina. 

Il visto 457 ha una durata di quattro anni e permette a chi lo detiene di vivere nel paese con la propria famiglia. I datori di lavoro devono “sponsorizzare” coloro che richiedono il permesso. Chi riceve il visto può viaggiare liberamente in Australia.

Nel 2016 la maggior parte di questi permessi è andata a persone che lavorano nell’industria del cibo, agli sviluppatori e ai lavoratori nell’ambiente medico.

Il visto è disponibile per i lavoratori dei fast food in seguito a un accordo del 2012. Più della metà dei lavoratori che hanno il visto da quell’anno sono dipendenti di McDonald’s.

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