Me

Stati Uniti, otto organizzazioni ambientaliste denunciano Trump per una legge che indebolisce la tutela degli animali a rischio

L'amministrazione Trump è accusata di mettere in pericolo gli animali in via d'estinzione con una nuova legge

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 22 Ago. 2019 alle 14:59 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:06
Immagine di copertina

Ambientalisti contro Trump sulla protezione degli animali

Otto organizzazioni di ambientalisti statunitensi hanno denunciato l’amministrazione Trump di aver varato una legge che indebolisce la tutela degli animali a rischio in America.

Tra le associazioni, il Sierra Club, il centro per la biodiversità e Earthjustice, che mercoledì 21 agosto hanno intentato una causa contro il distretto settentrionale della California, contestando la decisione del dipartimento degli Interni statunitense di apportare modifiche all’Endangered Species Act, la legge che regola dal 1973 la protezione delle specie animali in pericolo negli Stati Uniti.

La nuova legge dell’amministrazione Trump assegna un peso diverso a fattori come il cambiamento climatico nella compilazione delle “liste” delle specie in via d’estinzione, e modifica i criteri attraverso cui i progetti da realizzarsi negli habitat dove queste specie risiedono vengono approvati. La legge rimuove disposizioni chiave dell’Endangered Species Act (Esa), ovvero quelle secondo cui le valutazioni economiche non devono essere prese in considerazione nel decidere quali specie di vita selvatica debbano essere protette.

Per Trump, adesso, l’impatto economico dovrà rientrare nei criteri per la stipulazione delle liste.

Secondo gli ambientalisti, queste modifiche porteranno a una drammatica riduzione della protezione di piante e animali, e i cambiamenti sono stati apportati per accontentare i gruppi di industriali e i proprietari terrieri.

“Non c’è niente in queste nuove regole che protegga l’ambiente, punto. Al contrario, queste modifiche normative tentano di rendere la protezione e la salvaguardia degli animali in pericolo più difficile e meno prevedibile. Per questo motivo intendiamo affrontare i funzionari dell’amministrazione responsabili della legge in tribunale”, ha fatto sapere il portavoce del gruppo ambientalista Earthjustice in un comunicato.

Nella denuncia i gruppi ambientalisti affermano che l’amministrazione Trump non ha tenuto in considerazione l’impatto disastroso che le modifiche normative potranno avere sulle specie animali, violando così il National Environment Policy Act. I funzionari dell’amministrazione sono stati più volte criticati per non essere riusciti a spiegare come le nuove regole aiuteranno la protezione degli animali.

Un portavoce del dipartimento degli interni ha definito la denuncia un modo di strumentalizzare l’Esa e ha dichiarato che l’amministrazione sarà ferma e decisa nel difendere le modifiche normative.

“Non sorprende che coloro che cercano ripetutamente di strumentalizzare l’Esa, invece di usarlo come strumento per proteggere le specie in pericolo, abbiano deciso di denunciarci. Li incontreremo in tribunale, e saremo fermi nell’attuazione di queste norme senza smettere di proteggere le specie in via di estinzione”, ha dichiarato il portavoce.

L’Esa è stato approvato per la prima volta nel 1973 ed è considerato un successo globale, all’avanguardia sulla protezione della flora e della fauna rispetto ad altri Paesi.

Gli ambientalisti la considerano una delle leggi sull’ambiente più importanti degli Stati Uniti, ed è da molti cittadini ritenuta fondamentale per la tutela del lupo grigio, dell’aquila calva e dell’orso grizzly.

Ma per i gruppi di imprenditori  è sempre stata troppo restrittiva, e ha impedito lo sviluppo di progetti industriali in alcuni habitat anche quando la specie che vi risiedeva era dichiarata “salva”.

Molti vorrebbero che il processo per eliminare una specie dalle liste degli animali da proteggere sia più snello e facile.

La doppia svolta di Trump, su cambiamento climatico e Iran

Per Bolsonaro ad appiccare gli incendi in Amazzonia sono le Ong ambientaliste