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Perché ci svegliamo sempre stanchi?

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Ecco una serie di motivi che spiegano perché al mattino, pur avendo riposato dalle sei alle otto ore, ci sentiamo sonnolenti e con la sensazione di non aver dormito abbastanza

Spesso, quando la sveglia squilla al mattino, ci sembra di essere ancora più stanchi di quando siamo andati a letto, nonostante abbiamo dormito per molte ore.

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Gary Wenk, professore di psicologia e neuroscienze all’Ohio State University, ha raccolto in un articolo pubblicato sul blog della Oxford University Press una serie di motivi per cui questo accade.

Nelle ore precedenti alla sveglia, si è nella cosiddetta fase Rem, che è l’ultima delle cinque fasi in cui è diviso il sonno. Questa è caratterizzata da una spiccata attività cerebrale, in cui il cervello è molto attivo e consuma una grande quantità di Atp, il composto ad alta energia richiesto dalla quasi totalità delle reazioni metaboliche.

La produzione e il rilascio di adenosina nel cervello è legata all’attività metabolica durante il sonno. C’è una correlazione diretta tra livelli crescenti di adenosina nel cervello e livelli crescenti di sonnolenza. L’adenosina è un neurotrasmettitore che inibisce, cioè spegne, l’attività dei neuroni responsabili dell’attenzione. Ci si sveglia sonnolenti a causa dei resti di adenosina che si sono raccolti nel cervello, mentre sognamo.

Un altro fattore che influisce sulla stanchezza al risveglio è la presenza di un partner nello stesso letto. Per le donne, condividere un letto con un uomo ha un effetto negativo sulla qualità del sonno. Ma fare sesso prima di andare a dormire attenua questa influenza negativa.

Al contrario, la qualità del sonno degli uomini non viene modificata in negativo dalla presenza di una partner femminile, indipendentemente dal fatto che si abbia un rapporto sessuale.

C’è chi preferisce rimanere sveglio fino a tarda notte, per svegliarsi più tardi ed essere più produttivo nel pomeriggio o di sera. Gli individui con questa routine hanno maggiori probabilità di avere una qualità del sonno più bassa, accompagnata da sonnolenza diurna e ansia, rispetto a chi va a letto presto ed è produttivo di mattina.

Andare a letto tardi inoltre influisce sulla diminuzione del volume dell’ippocampo nei giovani soggetti sani, che può avere conseguenze sulla capacità di apprendimento e sulla memoria.

Ciò che si mangia prima di andare a letto può migliorare le possibilità di dormire bene e svegliarsi riposati. Un recente studio suggerisce che mangiare qualcosa di dolce può contribuire a indurre sonnolenza al mattino.

L’aumento dei livelli di zucchero nel sangue aumentano l’attività dei neuroni che promuovono il sonno. Questi neuroni, quando avvertono la presenza di zucchero nel sangue, ti fanno sentire più stanchi. Questo spiega il perché ci sentiamo sonnolenti dopo aver consumato un pasto abbondante.

Trascorrere una notte di sonno di qualità non è sempre facile per la maggior parte delle persone. Con l’invecchiamento, i ritmi normali del sonno si interrompono con più facilità, portando a sonnolenza diurna.

Dormire meno di sei ore rende più probabile concentrarsi sui ricordi e sui sentimenti negativi. La volatilità emotiva è probabilmente dovuta alla capacità compromessa dei lobi frontali di mantenere il controllo del nostro sistema emotivo limbico. Siamo anche meno capaci di seguire le conversazioni e perdiamo più facilmente la concentrazione.

La privazione del sonno compromette l’immagazzinamento della memoria. Non dormire abbastanza aumenta il rischio di sviluppare disturbi autoimmuni, cancro, sindrome metabolica e depressione. Alcuni studi hanno riportato che il sonno è importante per il cervello, perché elimina proteine anormali e tossiche, che possono accumularsi e aumentare la probabilità di sviluppare demenza in età avanzata.

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