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Così il Covid-19 ha portato ad un autentico boom delle farmacie online

Il numero dei canali di vendita via Web di farmacie e parafarmacie è cresciuto esponenzialmente. Il Coronavirus ha imposto una brusca accelerazione a un processo già in atto. L'analisi di Farmakom sui dati del Ministero della Salute

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 8 Ott. 2020 alle 16:47
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Immagine di copertina
Sono già 1060 le farmacie e parafarmacie che operano onlne in Italia (credit photo: Farmakom)

L’effetto Covid-19 ha fatto crescere esponenzialmente il numero dei canali di vendita online di farmacie e parafarmacie. Il fenomeno in Italia è relativamente recente: il Ministero della Salute ha infatti normato solo nel 2016 la vendita online di farmaci da banco e farmaci senza obbligo di ricetta da parte di farmacisti autorizzati dal Ministero stesso.

Come si è evoluto il fenomeno dal 2016 ad oggi

Quante farmacie e parafarmacie online ci sono in Italia? Secondo i dati del Ministero della Salute analizzati da Farmakom (www.farmakom.it), azienda leader in Italia nella creazione di piattaforme online per farmacie e parafarmacie, le attività autorizzate nel 2016 erano 328, nel 2017 508, nel 2018 664 e nel 2019 863, con una crescita di, rispettivamente, +180, +156 e +199. Al 14 settembre 2020, il numero di farmacie e parafarmacie abilitate dal Ministero ha raggiunto quota 1.060, con una crescita di +197 rispetto al 2019: tenendo conto che il dato riguarda solo i primi tre trimestri dell’anno, si può ragionevolmente supporre che il 2020 sarà l’anno di maggiore crescita dopo il 2016.

Sicuramente il dato di quest’anno è legato all’emergenza del Coronavirus e alla ‘nascita’ di oltre 2 milioni di e-shopper che hanno scelto il canale digitale per soddisfare i propri bisogni di acquisto senza esporsi al rischio di contagio e che si sono abituati alla comodità e ai vantaggi del commercio digitale, continuando così a usarlo anche dopo la crisi.

Il Coronavirus, tuttavia, ha solo accelerato un fenomeno già in atto: dall’inizio del 2017 al mese di Settembre 2020, il numero di e-commerce per la farmacia e la parafarmacia è cresciuto con un tasso medio annuale del 34,6%, considerando sempre che il dato sul 2020 potrebbe ulteriormente crescere.

Il confronto anno per anno

Per capire meglio l’evoluzione della farmacia online dal 2016 a oggi, Farmakom ha confrontato i trend di crescita registrati anno per anno: il 2016, primo anno in cui è stata liberalizzata la vendita di farmaci OTC e SOP, è stato quello con la crescita maggiore e più repentina: già da metà Febbraio la curva inizia ad impennarsi, superando le 50 farmacie e parafarmacie a metà marzo e quasi quintuplicando questo numero nei successivi quattro mesi e mezzo (per fare un confronto, il 2019 raggiunge quota 50 a metà febbraio, il 2017 tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, e il 2020 entro gennaio).

Il 2018 rappresenta un anno particolare in cui il settore accusa un significativo rallentamento: pur con una partenza similare agli altri anni, viene superato nell’arco di poche settimane e raggiunge quota 50 perfino più tardi del 2016, agli inizi di Aprile, mentre alla fine del periodo preso in considerazione rimane l’anno con il risultato più basso.

2016 e 2019 hanno un andamento nel complesso simile, con la differenza che il 2019 parte più lentamente del 2016, ma registra un’accelerazione in estate, tornando quasi in pari. Il 2020 è l’anno più interessante da analizzare, anche in relazione al Coronavirus. La partenza forte nelle prime settimane può essere ricondotta alle notizie dell’epidemia dalla Cina e ai primi focolai italiani (attorno alla decima settimana), ma durante l’emergenza sanitaria in Italia non si registrano picchi o accelerazioni, quanto piuttosto una crescita importante, ma costante, coerente con l’evoluzione del comparto dell’e-commerce farmaceutico.

Il dato regionale

Grazie ai dati del Ministero della Salute, Farmakom ha analizzato la situazione dell’e-commerce per la farmacia e la parafarmacia regione per regione: nelle 1.060 farmacie e parafarmacie autorizzate, infatti, convergono realtà molto differenti tra loro. Le prime cinque regioni per numero di attività online coprono esattamente il 60% del totale italiano: in ordine sono Campania (194), Lombardia (131), Piemonte (117), Emilia-Romagna (98) e Lazio (96).

Altre quattro regioni superano quota 50, ovvero Veneto (73), Puglia (71), Sicilia (61) e Toscana (56), mentre le undici regioni italiane rimanenti coprono complessivamente circa un decimo del totale, con in fondo alla classifica Friuli-Venezia Giulia (10), Trentino-Alto Adige (6 della Provincia Autonoma di Bolzano e 2 della Provincia Autonoma di Trento), Molise (5) e Valle d’Aosta (2). Puntando la lente di ingrandimento sulle prime cinque regioni, il nord ha inizialmente dettato il passo, con il Piemonte e la Lombardia che hanno maggiormente investito nella trasformazione digitale della farmacia e della parafarmacia.

La Campania ha vissuto però una crescita sorprendente, superando la Lombardia nel primo semestre del 2018 e poi il Piemonte nel primo semestre del 2019, affermandosi come prima regione in Italia. Si può anche osservare che il Piemonte ha rallentato la sua crescita, mentre la Lombardia l’ha accelerata, superando l’altra regione tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Fra tutte la Toscana ha mantenuto il tasso più costante, mentre il Lazio in meno di un anno e mezzo ha raddoppiato i numeri dei suoi primi tre anni.

Anche per quanto riguarda il fatturato, il settore è aumentato costantemente: i dati IQVIA indicano che nel 2017 valeva 96 milioni di euro, nel 2018 155 milioni, nel 2019 240 milioni e si stima che raggiungerà almeno i 315 milioni a fine 2020, con una crescita media annuale di circa il 47%.

“In un contesto così innovativo, e soprattutto a così rapida evoluzione, appare evidente il motivo per cui è di fondamentale importanza l’apertura di piattaforme di vendita online, che permettono a farmacie e parafarmacie di aumentare notevolmente la propria clientela anche in archi di tempo relativamente brevi – raccontano i fondatori di Farmakom – Ormai, però, non basta più essere presenti online, ma ciò che viene richiesto ai commercianti è di essere al passo con i tempi, ad esempio offrendo alla propria clientela servizi come click&collect o la possibilità di venire aggiornati in tempo reale su eventuali sconti o promozioni. Insomma, in un contesto digitale così innovativo, ciò che fa veramente la differenza è una diversificazione dai propri competitor e una varietà dell’offerta.”

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