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Zaia: “Non voglio scalare né la Lega né Palazzo Chigi”

Il governatore del Veneto mantiene ancora le distanze dalla politica nazionale

Di Donato De Sena
Pubblicato il 21 Giu. 2020 alle 12:50
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Immagine di copertina

Zaia dice no alla guida della Lega e a Palazzo Chigi

“Non voglio dare la scalata né al mio partito né a Palazzo Chigi”. Parla così oggi Luca Zaia, il governatore del Veneto che nelle ultime settimane ha visto risalire la sua popolarità e nuovamente indicato come possibile competitor di Matteo Salvini per la leadership della Lega e come candidato premier del centrodestra.

In un’intervista a La Stampa il presidente di Regione torna a schermirsi dall’idea di un salto nella politica nazionale e minimizza sul suo elevato gradimento nei sondaggi. “Stento a credergli – afferma -, perché ha dei sondaggi buoni anche Conte e proprio non capisco come sia possibile. Finita l’emergenza Coronavirus, torneremo alla normalità e vedremo chi piace davvero alla gente. I sondaggi sono come ‘Il sabato del villaggio’ di Leopardi”. L’attesa della festa è sempre meglio della festa. E poi se le cose ti fanno bene c’è sempre qualche frustrato che ti vuole male”.

Zaia accenna anche ai temi europei e al Mes: “Da quanti mesi si parla del Mes o del Recovery Fund? Però ancora non sono stati adottati. Conte dice che passerà per la via parlamentare. Benissimo, ma così viene da pensare che le condizioni non siano né così chiare né così vantaggiose come si dice. Io, in ogni caso, non le ho ancora capite. Se fossi Conte avrei intanto fatto chiarezza sulle modalità del prestito. Se sono così buone, cosa aspetta? Credo che abbia ragione la Lega a dire che così buone non sono”.

Severo il giudizio sull’Ue: “L’Europa ha brillato solo per menefreghismo e pressapochismo. Non è stata nemmeno capace di coordinare la riapertura delle frontiere. Io sono un europeista convinto da sempre, ma un’Europa così è da rifare”.

Zaia è intervenuto anche sulla storia delle ciliegie mangiate in conferenza stampa da Salvini mentre si parlava di neonati morti. ”Gli avevo raccontato nei dettagli la tragedia prima della conferenza stampa ed era molto colpito”, ha detto il governatore veneto. “Dire che è insensibile è esagerato. Una montatura. La macchina della comunicazione esagera sempre. Per questo cerco di tenere un profilo basso ed evitare la sovraesposizione mediatica”.

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