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Home » Politica

Ue, il Pd si divide tra favorevoli e astenuti nel voto sulla risoluzione difesa

Immagine di copertina
Credit: AGF

Il documento affronta vari punti, tra cui il sostegno militare all'Ucraina ma anche l'appoggio al piano ReArm duramente criticato da Schlein

Alla fine a Strasburgo il Partito Democratico si divide tra favorevoli e astenuti nel voto sulla risoluzione sulla difesa europea. Questa mattina, alla plenaria dell’Europarlamento, nessun eurodeputato dem voterà contro il documento proposto dalla maggioranza, che affronta vari punti, tra cui il sostegno militare all’Ucraina ma anche l’appoggio al piano di riarmo varato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Proprio quest’ultimo punto ha agitato negli ultimi giorni il Pd, dopo che la segretaria Elly Schlein ha bocciato il pacchetto di misure per l’incremento della spesa militare.

Inizialmente si era pensato di schierare il partito per il No, ma la resistenza interna – guidata dalla vicepresidente del Parlamento Pina Picierno, determinata a votare Sì – e la posizione favorevole del gruppo dei Socialisti europei hanno convinto i dem a temperare la loro posizione, optando appunto per un’alternativa tra voto favorevole e astensione così da non isolare la – pur maggioritaria – pattuglia italiana nel Pse.

Voteranno dunque a favore della risoluzione fra gli altri Pina Picierno, Giorgio Gori e Irene Tinagli, mentre tra coloro che non si esprimeranno ci sono il capo-delegazione Nicola Zingaretti, Stefano Bonaccini, Brando Benifei, Lucia Annunziata, Antonio Decaro, Matteo Ricci, oltre ai fedelissimi di Schlein Annalisa Corrado e Sandro Ruotolo. Dovrebbero astenersi anche gli indipendenti Marco Tarquinio e Cecilia Strada, tra i più critici rispetto al piano ReArm.

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