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Inps, fu il governo M5s-Lega ad avviare l’aumento di stipendio di Tridico

Di Luca Serafini
Pubblicato il 27 Set. 2020 alle 09:15 Aggiornato il 27 Set. 2020 alle 11:03
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Immagine di copertina
Pasquale Tridico con Luigi Di Maio. Credit: Ansa

È stato il governo gialloverde, composto da Lega e Movimento Cinque Stelle, ad avviare nel 2018 le procedure per l’aumento di stipendio del presidente Inps Pasquale Tridico. È quanto rivela oggi un’inchiesta di Repubblica. “Gli stipendi di oggi dei vertici di Inps, ma anche di Inail, sono frutto di un patto Lega-M5S siglato con l’altro vicepremier Matteo Salvini e avallato dal premier Conte -scrivono Valentina Conte e Giovanna Vitale – Lo dicono le carte. La legge che ha istituito Reddito di cittadinanza e Quota 100 prevede che le retribuzioni siano fissate con decreto del ministro del Lavoro. Una nota dell’allora capogabinetto di Di Maio, Vito Cozzoli — ora presidente di Sport e Salute, spa del ministero dell’Economia — datata 12 giugno 2019, lo dimostra. Con tanto di cifre: 150 mila euro al presidente, 100 mila euro al vicepresidente e 23 mila euro ai tre consiglieri dei due consigli di amministrazione ancora da nominare”.

“La nota era indirizzata alla Direzione generale per le politiche previdenziali dello stesso ministero del Lavoro e per conoscenza al premier, al ministro del Tesoro Giovanni Tria e al Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta” ed era “espressione di un accordo faticosissimo raggiunto tra Di Maio e Salvini per spartirsi sia l’Inps che l’Inail”

Insomma, l’iter per il generoso aumento del compenso di Tridico (nonché del suo vice e altri cinque consiglieri) avrebbe proprio il bollino gialloverde. Una circostanza che, c’è da giurarci, rischia di provocare un fortissimo imbarazzo tra le fila pentastellate. Tridico è stato scelto proprio dai 5 Stelle, alfieri della lotta ai privilegi della casta.  Le vicende politiche che hanno portato alla caduta del Governo Conte 1 hanno bloccato l’iter per gli aumenti di stipendio, poi riavviato col Governo Conte 2 e culminato nel decreto interministeriale della ministra Catalfo, “bollinato” anche dal ministero dell’Economia di Roberto Gualtieri.

Con cifre, spiega Repubblica, analoghe a quelle già predisposte dall’esecutivo Lega-M5s, a parte un ulteriore aumento previsto per il vicepresidente Inps. “Una formula che garantisce comunque i 100 mila euro promessi al vice dell’Inail Paolo Lazzari, anche lui fedelissimo di Di Maio, ex vicegabinetto di Cozzoli per qualche mese nel 2018, avvocato e collega di facoltà all’università Roma Tre — benché ancora non in aspettativa — del presidente Inps Pasquale Tridico”.

Insomma, ciò che ha completato il governo giallorosso, lo aveva iniziato quello gialloverde. Oltre agli imbarazzi dei Cinque Stelle, andrà chiarita anche la posizione della Lega. Su tutte le furie in queste ore per l’aumento di stipendio di Tridico, ora emerge che faceva parte dell’esecutivo che per primo lo aveva predisposto.

Leggi anche: Tridico a TPI: “L’INPS? Stiamo riempiendo di soldi gli italiani, 26 miliardi di euro a 18 milioni di cittadini”

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