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Stop sci, il ministro Garavaglia (Lega) critica il governo di cui fa parte: “Dobbiamo risarcire il danno”

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 15 Feb. 2021 alle 19:21
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Immagine di copertina
Sciatori in attesa del loro turno per accedere alle piste a Piana di Vigezzo, rimasta aperte per protesta nonostante i provvedimenti del Governo, 15 febbraio 2021. Credit: ANSA/Renato Balducci

Dopo aver incontrato gli operatori del settore nella sede di Regione Lombardia, oggi lunedì 15 febbraio il neoministro per il Turismo Massimo Garavaglia ha tenuto una conferenza stampa insieme al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e agli assessori Massimo Sertori (Montagna ed Enti Locali) e Lara Magoni (Turismo e Marketing Territoriale).

Quest’ultima nelle ore precedenti aveva attaccato duramente il nuovo Governo nel corso di una accorata diretta sui social: “A poche ora dalla riapertura dei comprensori dicono: ‘Non si apre’. La montagna è fatta di gente che ci lavora, di famiglie che è per mesi che aspettano di lavorare. Ma non avete vergogna? Un po’ di vergogna? Sono incazzata, non avete idea di cosa vuol dire aprire un comprensorio. Voi la montagna la odiate”.

Altrettanto critica è stata Paola Coletti, assessore alla Cultura del Comune di Cortina D’Ampezzo, in provincia di Belluno: “Ci hanno illuso e poi disilluso. Gli impianti e i rifugi avevano fatto assunzioni e si erano adeguati al protocollo. Il governo è cambiato, ma mi sembra che non sia cambiato l’approccio”, ha detto a Radio Cusano Campus.

“Quello che più mi dispiace è che tutto avvenuto da un giorno all’altro. Il governo è cambiato, ma mi sembra che non sia cambiato l’approccio. La questione non è il fatto di non sciare, è l’indotto che lo sci comporta. E’ dal 9 marzo 2020 che gli impianti sono chiusi, il problema è cosa ci aspetta nei prossimi mesi, tante famiglie si trovano a non avere il proprio introito. Questo crea dei problemi economici e sociali”, ha aggiunto Coletti.

Ma la critica che più colpisce è quella di Garavaglia, che se la prende con i suoi colleghi del Governo Draghi: “È evidente che la stagione sciistica è finita. Abbiamo sentito gli operatori. Pensare di mettersi in campo dopo il 5 marzo senza certezze oggettivamente non ha senso. Stiamo già raccogliendo le prime istanze concrete ed è importante inserirle nel decreto Ristori”.

“È mancato il rispetto per i lavoratori della montagna”, attacca Garavaglia a proposito dell’ordinanza del ministro Speranza che ha bloccato lo sci. “Per l’Italia serve un modello buono, come quello del Veneto. Non entro nel merito del metodo, ma non può funzionare così. Invece del bonus monopattino, parliamo di incentivi per chi lavora in montagna. Non si deve parlare di turismo, ma di industria del turismo”. “C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati”, ha sottolineato Garavaglia.

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