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Scissione nelle Sardine, il gruppo di Roma si stacca: “La foto con Benetton ultimo di una serie di errori”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 3 Feb. 2020 alle 19:12 Aggiornato il 4 Feb. 2020 alle 09:47
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Immagine di copertina

Sardine di Roma, la scissione dal resto del movimento

Le sardine di Roma si staccano dal resto del movimento. Ad annunciarlo è il loro rappresentante, Stephen Ogongo, in un comunicato diffuso sui social.

Il motivo scatenante della scissione sarebbe l’incontro tra i quattro fondatori bolognesi con Luciano Benetton e Oliviero Toscani al Fabrica, il centro di formazione per comunicatori fondato dalla famiglia Benetton, avvenuto venerdì 31 gennaio e immortalato in una foto diventata virale.

“Sardine di Roma, da oggi in autonomia. Incontro con i Benetton solo l’ultimo degli errori dei fondatori bolognesi”, scrivono le sardine romane su Facebook.

“L’incontro che i fondatori delle Sardine hanno avuto con Luciano Benetton è stato sbagliato, inopportuno. Un errore politico ingiustificabile, ma solo l’ultimo degli errori che Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa hanno commesso nelle ultime settimane”.

“Da questo momento le Sardine di Roma non fanno più riferimento ai 4 fondatori di Bologna né alla struttura che stanno creando. Le Sardine di Roma ripartono da quei valori che hanno fatto della manifestazione di Piazza San Giovanni la più grande e la più partecipata delle sardine: uguaglianza, libertà, giustizia sociale. Affiancarsi agli squali, o diventare come loro, non ci rafforza ma ci indebolisce, ci rende prede inconsapevoli”, si legge ancora nella nota.

“La pubblicazione della foto scattata a Fabrica, “centro di formazione per giovani comunicatori”, ha giustamente scatenato una polemica all’interno e all’esterno del movimento delle Sardine”.

“È un fatto noto che la famiglia Benetton è la maggior azionista di Atlantia e della società infrastrutturale Autostrade per l’Italia, tuttora compromessa con il tragico crollo del Ponte Morandi di agosto 2018 che ha causato la morte di 43 persone”.

“Chi lotta per la giustizia sociale e per un nuovo modo di fare politica non può dimenticare il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Genova. Per chi ha creduto nei valori espressi nelle piazze delle Sardine è stata una delusione enorme che ha minato gravemente l’integrità e la credibilità del movimento”.

Per Ogongo, salito agli onori della cronaca per aver mostrato una sorta di apertura ai movimenti di estrema destra durante i preparativi della manifestazione di San Giovanni, la tempistica dell’incontro al Fabrica è stata sbagliata perché avvenuta nel momento in cui si è riaperta la trattativa per la concessione di Autostrade per l’Italia.

“Se non ci fosse niente da nascondere, perché non hanno reso pubblica la loro visita a Fabrica prima? Perché non hanno pubblicato loro stessi la foto dopo l’evento?” si chiede Ogongo.

“L’aspetto più grave di questa vicenda è stato l’aver assistito a diversi tentativi di limitare la discussione all’interno dei gruppi Facebook delle Sardine addirittura attraverso la censura di determinate parole e la cancellazione di diversi commenti e post critici”.

“Questo è un comportamento pericoloso che limita la libertà di espressione. E non è la prima volta che accade. Sempre più nelle scorse settimane abbiamo assistito a un controllo “dall’alto” delle comunicazioni tra noi e verso l’esterno teso ad assicurarsi che i 4 leader fondatori del movimento siano sempre messi in buona luce, anche a discapito di altri”.

“Anche l’organizzazione delle Sardine sui diversi territori e città ne ha risentito, con l’allontanamento volontario e forzato di soggetti che non condividevano più il modo di evolversi del movimento. Un comportamento che non giova né al movimento né al Paese che vogliamo migliorare”, recita il comunicato.

“Segnali preoccupanti sintomo di una situazione che ha passato il segno e a cui serve rimediare in fretta. Per questo, credo sia giunto il momento di ritornare alle origini del movimento delle Sardine, che era ed è un fenomeno spontaneo, aperto a tutti quelli che vogliono auto organizzarsi senza controlli e regole imposte dall’alto”.

“Le Sardine di Roma tornano in mare aperto: la nostra forza sarà la comunità, l’essere in tanti e il saper stare insieme”, conclude lo staff delle sardine di Roma.

La replica

Poco dopo è arrivata la replica dall’ufficio stampa delle Sardine di Bologna, firmato però anche dalle Sardine di Roma, in cui si accusa Ogongo di aver intrapreso una iniziativa in solitaria.

“Arriva alle ore 18:25 circa il post di Ogongo in cui attacca i fondatori del movimento delle sardine, ad insaputa di tutte le persone che hanno organizzato la manifestazione di piazza San Giovanni del 14 Dicembre 2019. Arriva dopo giorni di silenzi, di mancate risposte alle mille telefonate fatte e messaggi inviati”, si legge nella nota. “Arriva in un pomeriggio di un tiepido giorno di Febbraio, dopo aver passato la mattina a rimuovere i moderatori del gruppo Facebook ‘’ Sardine di Roma’’, di cui era volutamente unico amministratore”.

“Non si può combattere contro i pieni poteri di un solo uomo al comando quando in realtà è ciò che si vuole”, prosegue il comunicato di replica. “I ragazzi del gruppo romano sono sconcertati ma uniti più che mai. Consapevoli del lavoro svolto finora e convinti di poter andare avanti nel rispetto di quei valori che hanno ornato le nostre piazze per il bene di tutti”.

E ancora: “Le sardine di Roma si dissociano completamente da quanto scritto da Ogongo, che ha agito in solitaria ed esprime unicamente il suo pensiero. Certe che la foto scattata a Fabrica ha scatenato diverse reazioni, le sardine romane, ragionando con il modus vivendi che ha da sempre caratterizzato il movimento, riconoscendo il possibile errore di ingenuità proseguono sicuri che di quell’immagine non vada guardata la scatola ma il suo contenuto, fatto di arte e cultura”.

“Ognuno è libero delle proprie scelte e proprietario dei propri pensieri”, conclude la nota.

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