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Le Sardine diventano nazionali e riconquistano Piazza San Giovanni

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Dic. 2019 alle 08:00 Aggiornato il 14 Dic. 2019 alle 09:01
Immagine di copertina
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

Le Sardine a Roma riconquistano Piazza San Giovanni

Le giovani Sardine arrivano alla prova di maturità con la manifestazione nella Capitale. Sabato 14 dicembre il movimento punta alla presenza di 100mila persone e mette nero su bianco l’intento di assumere con questo evento una valenza nazionale. Dove? A Piazza San Giovanni, proprio dove il 19 ottobre scorso Salvini ha fatto il suo show dal palco, con una folla in visibilio.

L’obiettivo è ambizioso, ma nelle ultime settimane l’ambizione ha sempre ripagato le Sardine. Impavide, dopo Bologna hanno riempito le strade di Napoli, Perugia, Ferrara, Milano e molte altre città.

A un mese esatto dalla loro nascita, oggi a Roma, dalle 15 alle 19, sfileranno con uno striscione lungo 40 metri su cui i volontari hanno disegnato una sardina gigante.

Alla piazza seguirà un appuntamento più “operativo” con i 160 referenti del movimento. Referenti non ‘nominati’ dai quattro creatori delle Sardine ma che si sono in qualche modo “auto selezionati” organizzando gli eventi nei vari territori.

Le Sardine a Roma e le polemiche su CasaPound

Le polemiche non sono mancate, soprattutto sull’apertura agli esponenti di destra alla manifestazione. “CasaPound? CasaPound chi?” rispondono anche gli organizzatori romani delle Sardine.

I militanti di CasaPound hanno fatto sapere che scenderanno in piazza nonostante il no, “non in corteo, ma alla spicciolata per ascoltare cos’hanno da dire queste Sardine”, hanno detto.

Ma non ci sarà un servizio d’ordine per controllare la presenza delle tartarughe frecciate: circa 300 volontari si occuperanno di accogliere le persone in piazza. In caso di provocazioni “ci penserà la polizia”.

Niente simboli

In piazza San Giovanni, gli organizzatori parleranno da un camion affittato grazie ai contributi (circa 11mila euro) arrivati attraverso il crowdfunding online e che servono anche per l’impianto di amplificazione, due ambulanze e la stampa di sardine di cartone per chi non è riuscito a fabbricarle da sé.

A prendere il microfono per leggere poesie, articoli della Costituzione e intonare canzoni, saranno tra gli altri anche i ragazzi di Bologna, da dove tutto è nato, come lo stesso Santori. Gruppi arriveranno non soltanto dal Lazio ma anche dal Trentinto Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Molise, Puglia.

Ancora una volta non sono ammessi simboli partitici, solo pesci disegnati e colorati.

Sardine a Roma: gli artisti in campo

In piazza, hanno fatto sapere, ci saranno anche la cantante Paola Turci, lo scrittore Erri De Luca e la showgirl Alba Parietti.

Ufficialmente, “non ci saranno artisti famosi, ma nulla toglie – spiega lo stesso promotore dell’iniziativa, Stephen Ogongo – che qualche Sardina possa salire sul palco e cantare una canzone per la piazza. La colonna sonora sarà ovviamente Bella Ciao, ma è una festa: si balla e si canta e ognuno può intonare la canzone che vuole”.

Lui, giornalista originario del Kenia da 25 anni a Roma, dopo quella che lui stesso aveva definito “un’ingenuità” aver aperto a Casapound qualche giorno fa in un’intervista a un quotidiano, ci tiene a sottolineare chiaramente il suo pensiero alla vigilia della manifestazione che sarà di respiro nazionale.

Anche il premier Giuseppe Conte ha espresso vicinanza alle Sardine: “È un movimento che mi procura simpatia, c’è voglia di partecipazione non vedo perché dovremmo essere preoccupati da queste manifestazioni di cui colgo tutta la positività. Incontrarli? Se vorranno io sono a disposizione, ma c’è molto rispetto da parte mia, non mi spingo io a propormi perché potrei essere frainteso, come un tentativo di mettere il cappello sopra”.

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Il pensiero di Nelson Mandela per unire la piazza romana

“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio”. La frase di Nelson Mandela diventa lo slogan della manifestazione del 14 dicembre.

L’antifascismo trova nella Capitale terreno fertile, soprattutto per questa grande rete di energie e ideali che finora si è confrontata solo nella Rete virtuale ma che non ha paura di un “corpo a corpo” reale, fatto non di scontro ma di vicinanza.

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Sarà una manifestazione antirazzista, multiculturale e multireligiosa. In una piazza come quella romana che più di altre è un luogo simbolo: del Primo maggio, della sinistra. Di Roma città aperta.

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