“Radiamoli al suolo. Basta con gli zingari”. Le conseguenze degli insulti di Salvini contro la donna rom

Il vicepremier ha attaccato una donna rom che, ripresa di nascosto, aveva dichiarato: “A Salvini dovrebbero tirare un proiettile in testa”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Ago. 2019 alle 11:01
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Immagine di copertina
Un momento della manifestazione dei Rom e Sinti contro la discriminazione in piazza Montecitorio, Roma, 02 agosto 2018. Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

Salvini chiama “zingaraccia” una donna rom. Le conseguenze dei suoi insulti nell’odio online

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato ad attaccare con parole d’odio donna rom finita al centro di una polemica che lo riguarda. Dopo averla chiamata “zingaraccia” e averla minacciata dicendo “tra poco arriva la ruspa”, il vicepremier ha usato le parole “fottutissima zingara” per rivolgersi a lei durante un comizio ad Arcore. Non senza conseguenze.

Le parole di Salvini, infatti, hanno scatenato una serie di commenti d’odio online, raccolti dall’Associazione 21 luglio, che si occupa di diritti umani con particolare riguardo alla comunità rom.

“Radiamoli al suolo. Basta con gli zingari. Salvini Ministro per 20 anni!”, scrive un utente sui social. “Basta campi…sono #zingari, quindi nomadi…e devono nomadare, non fermarsi nei luoghi a tempo indeterminato…”. E ancora: “Ma dove li mettiamo questi parassiti che vivono rubando nelle nostre case?”.

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“La libertà d’espressione è preziosa per ogni individuo e tanto più per un cittadino eletto dal popolo, ma è di cruciale importanza che le persone che svolgono attività politica, nei loro discorsi pubblici, evitino di diffondere delle idee suscettibili d’incitare alla discriminazione e di nutrire sentimenti di xenofobia e intolleranza”, scrive l’Associazione 21 luglio. “Attacchi di questo tipo non possono che innalzare il livello di attenzione e di preoccupazione su come il clima d’odio si stia propagando a macchia d’olio nei confronti di chi viene percepito come estraneo e diverso da sé. L’Osservatorio 21 luglio continuerà anche in questi giorni di vacanza con operazioni di monitoraggio, pronto ad intraprendere laddove opportuno azioni correttive”.

L’antiziganismo in Italia

Anche l’Associazione Carta di Roma, nata per promuovere il codice deontologico giornalistico relativo a migranti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tratta, è intervenuta sul tema, cercando di fare chiarezza sull’antiziganismo in Italia.

“I Rom e Sinti sono la minoranza più numerosa, ma più discriminata d’Europa”, scrive Sabika Shah Povia sul sito dell’Associazione. “In Italia, nonostante compongano soltanto lo 0,25% della popolazione totale, i sentimenti antizigani sono i più alti del continente (82%)”.

“La stragrande maggioranza dei Rom e Sinti nel nostro Paese (4 su 5), vive in abitazioni convenzionali, studia, lavora e conduce una vita come quella di ogni altro cittadino italiano o straniero che vive sul territorio nazionale”, prosegue l’articolo. “Le loro storie, tuttavia, sono poco note, anche perché in molti sono restii a rivelare la propria identità per il timore dei pregiudizi e del clima ostile diffusi. Prevalgono invece notizie legate al degrado, a episodi negativi e alla vita nei “campi”, che riguarda solo un Rom e Sinti su cinque (circa 26.000 persone si trovano ancora negli insediamenti, in emergenza abitativa)”.

Carta di Roma ricorda inoltre che “le persone Rom e Sinti non hanno sufficiente rappresentanza pubblica rispetto alle altre minoranze presenti nel nostro Paese” e che quindi “i vettori dell’informazione dovrebbero tener conto di questo dato, offrendo spazio a queste voci e tenendo in mente che, in alcuni casi, queste persone non sono in grado di tutelare i loro diritti”.

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