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Da Roma ladrona a Lega Capitale: Salvini vuole conquistare il Campidoglio

Finiti i tempi della "Roma ladrona" Salvini punta alla "Lega Capitale". Da Capitano a Imperatore. Il leader del Carroccio vuole vincere sul fallimento altrui. Quello di tutte le amministrazioni che si sono susseguite nell'Urbe. E chiede ai romani di votare la Lega come ultima ratio alle prossime elezioni amministrative del 2021

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 30 Nov. 2019 alle 16:13 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:24
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Immagine di copertina
Matteo Salvini all'evento 'Matteo Salvini per Roma" al Teatro Italia, giovedì 28 novembre 2019

Matteo Salvini apre ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni comunali di Roma del 2021 lanciando una provocazione ai romani. Giovedì 28 novembre dal palco del Teatro Italia il leader della Carroccio arringa: “Perché votare la Lega a Roma? Perché gli altri li avete già provati tutti. E hanno fallito”.

Così Salvini per prendersi il Campidoglio chiede ai romani una possibilità. E se una seconda non la si nega a nessuno, figurarsi la prima.

Salvini sembra voler dire: “Vi hanno deluso tutti. Provate la Lega, metteteci alla prova, dateci una chance”. Così ammicca ai romani.

“Con tutti gli altri vi è andata male. Hanno fallito.”, sottolinea l’ex ministro dell’Interno. E se sul piano nazionale ha già potuto misurarsi governando a fianco del Movimento 5 Stelle, Salvini ora tenta di accalappiarsi il consenso della Capitale da solo, con la sua Lega.

Un banco di prova importantissimo. Finiti i tempi della “Roma ladrona” Salvini punta alla “Lega Capitale“. Da Capitano a Imperatore. Il leader del Carroccio vuole vincere sul fallimento altrui. Quello di tutte le amministrazioni che si sono susseguite nell’Urbe.

Partendo dall’ultima con la sindaca Virginia Raggi, più volte finita nel mirino degli attacchi del leghista. “Aiutatemi a mandarla a casa”, chiede a gran voce ai romani presenti in sala. E con l’hashtag #Raggidimettiti più tardi condivide sulle pagine social il video dell’intervento alla convention.

“L’operazione cambiamento dei cinque stelle è fallita in maniera clamorosa”, dice con tono beffardo. La battaglia del leghista contro la Raggi sul territorio si è fatta più aspra a partire dal sit in al Campidoglio organizzato dal Carroccio lo scorso 4 ottobre, alle raccolte firme per chiedere le sue dimissioni, passando per il sopralluogo alla Terra dei Fuochi romana di Fonte Laurentina e allo stadio Flaminio, “l’ennesimo simbolo del degrado di Roma” secondo Salvini.

Il culmine è stato raggiunto il 19 ottobre in piazza San Giovanni dove Salvini, schierato con tutta la destra, ha sfidato la debolezza del consenso grillino nella Capitale. Le prova tutte per arrivare a disarcionare la sindaca.

Ma non ne ha solo per la Raggi, Salvini fa un excursus storico delle amministrazioni passate per soffiare fuoco sulla rabbia dei romani presenti all’incontro “Roma torna Capitale”. Il fallimento viene da lontano. E Salvini punta il dito contro la sinistra. La prende larga e inizia con Nicola Zingaretti criticato per il suo operato come presidente della Regione Lazio. “Se non è adeguato il sindaco di Roma, non lo è nemmeno il governatore del Lazio a risolvere i problemi dei cittadini. Quindi li aspettiamo a votare la sfiducia a Zingaretti”, tuona il leader del Carroccio.

Il castigatore Salvini fa un passo più indietro ancora e nomina anche l’ex sindaco Pd Ignazio Marino. “Vogliamo arrivare pronti e non fare la fine di un Marino qualunque”, dice il leghista.

Nel suo discorso al teatro Italia non menziona Rutelli, Veltroni e nemmeno il sindaco di destra Alemanno, ma quando dice ai romani che nella Capitale le forze politiche le hanno provate quasi tutte Salvini non esclude nessuno.

Dai rifiuti che invadono la città, alle buche per strada, ai trasporti pubblici inefficienti tra ritardi e bus che prendono fuoco in pieno centro storico. Le stazioni della metropolitana chiuse per mesi, “Oggi è il 250esimo giorno di chiusura della metro Barberini” ricorda Salvini al comizio. I roghi tossici. Le periferie abbandonate. La criminalità e la richiesta di maggiore sicurezza. Problemi esistenti e, va detto, innegabili.

Salvini alla convention parla di “rigore, ordine e lavoro”. “Voglio Roma piena di gru e di operai che lavorano giorno e notte, di luci accese, di macchine, di camion”, dichiara. Promette di esportare il modello virtuoso del nord: “Più pulizia, più sicurezza, più dignità”, chiude il leghista.

Certo, Salvini fa leva sul malcontento dei romani e porta forse allo stremo la retorica del degrado della Capitale. Ma su una cosa ha ragione: la Lega a Roma non ha mai amministrato. E per vincere Salvini punta tutto su questo: la chance che non ha ancora avuto.

E allora cari romani, le avete provate tutte, sinistra, destra, centro e movimenti. Tutti hanno fallito. Salvini vuole il suo turno. Vuole i voti dei grillini romani delusi. Forte del consenso che emerge dai sondaggi il Carroccio potrebbe vincere la sfida alle comunali 2021 poi bisognerà vedere se riuscirà a vincere l'”impresa impossibile” di governare Roma.

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