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Open Arms, no della Giunta del Senato al processo a Salvini. Il leader della Lega: “Grazie a chi ha votato liberamente”

Si è deciso sul processo all'ex ministro dell'Interno, accusato di sequestro di persona e di rifiuto di atti di ufficio per aver bloccato 150 migranti prima dello sbarco a Lampedusa

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Mag. 2020 alle 07:55 Aggiornato il 26 Mag. 2020 alle 12:03
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Immagine di copertina
Matteo Salvini - Open Arms

Salvini Open Arms, il no della Giunta del Senato

Una giornata decisiva nella vicenda Salvini Open Arms: oggi, martedì 26 maggio 202o, si è riunita la Giunta delle autorizzazioni a procedere del Senato è ha deciso di non far partire il processo per l’ex ministro dell’Interno.

Il leader della Lega era accusato dal tribunale dei ministri di Palermo di sequestro di persona e di rifiuto di atti di ufficio per aver bloccato per giorni 150 migranti a largo della costa sulla nave della Ong spagnola prima dello sbarco a Lampedusa, nell’agosto scorso.

Ore 11,50 – Il commento di Matteo Salvini – “Mi auguro che Mattarella sciolga il Consiglio Superiore della Magistratura. Basta correnti”, commenta su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini, con l’hashtag #OpenArms. Salvini ha anche ringraziato “i senatori che hanno votato liberamente”.

Ore 11,30 – Arriva il No della Giunta del Senato per il processo a Salvini – La Giunta per le Immunità respinge con 13 voti a 7 la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex ministro. “Non c’è stata un’istruttoria seria” spiega Francesco Bonifazi di Italia Viva. Determinante anche il voto di Riccardi (M5S) in dissenso dal gruppo.

Ore 11,00 –  Giunta Senato verso no processo a Salvini – Con la decisione dei 3 senatori di Italia viva di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms, la relazione con cui il presidente della Giunta per le immunità del Senato propone di respingere la domanda di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini dovrebbe essere approvata con 12 voti favorevoli e 8 contrari. Contro il processo, infatti, dovrebbero pronunciarsi i 4 senatori di Forza Italia, i 5 rappresentanti della Lega, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, Meinhard Durnwalder delle Autonomie e anche Mario Giarrusso, ex M5s ora nel Misto. Contro la relazione, invece, si dovrebbero esprimere i 5 senatori M5s, Pietro Grasso di Leu, Anna Rossomando del Pd e Gregorio De Falco del Misto.

Ore 10,30 – I numeri: Italia Viva non partecipa al voto. La giunta è composta da 23 senatori e sono considerati sicuri 8 voti a favore del processo (5 del M5S, uno del Pd, uno di Leu e uno del gruppo misto) e 10 contrari (4 di Forza Italia, 5 della Lega, uno di Fratelli d’Italia). Da decidere le scelte dell’esponente del gruppo delle Autonomie e dell’ex Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso.

Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto. “Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate”.

“La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto – ha spiegato il parlamentare di Iv – di risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest’ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l’avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un’attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell’arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto”.

I precedenti

La Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato si è già espressa su Salvini per altre due simili vicende. Per il caso Diciotti la richiesta di processo fu respinta, durante il governo Conte I sostenuto da Lega e M5S. Più avanti, per il caso Gregoretti, la richiesta venne accolta. In quell’occasione fu lo stesso leader della Lega, che non era più ministro, a chiedere di essere processato. Il processo per la Gregoretti a causa dell’emergenza Coronavirus è slittato da luglio a ottobre.

Salvini sul caso Open Arms: “Rifarei tutto, Conte sapeva”

Secondo un retroscena pubblicato oggi Corriere della Sera Salvini sul caso Open Arms avrebbe dichiarato: “L’Aula mi manderà in tribunale. Conte sapeva e io rifarei tutto. Comunque finisca, poi l’aula mi manderà a processo, ma solo me, vogliono processare. Intendiamoci, io le responsabilità me le assumo tutte e anche di più”. Secondo il giornale, per il leader della Lega “una ong spagnola, nonostante un porto sicuro in Spagna, ha portato i migranti in Italia. Io ho difeso la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiani. E rifarei tutto quanto”. Poi la domanda: “Come è possibile processarmi per una vicenda in cui il presidente del Consiglio era perfettamente al corrente di tutto? In cui è chiaro che lui avrebbe potuto intervenire in qualsiasi momento?”.

M5S: “Votiamo sì”

Posizione chiara dei grillini. Per il M5S sul caso Salvini Open Arms e il voto in giunta ieri era intervenuto il ministro per i Rapporto con il Parlamento Federico D’Incà, che nel corso del programma Stasera Italia su Rete 4 ha affermato: “Domani ci sarà l’autorizzazione a procedere che verrà votata all’interno della Giunta. Quindi noi come maggioranza e come Movimento 5 Stelle soprattutto continueremo a dire, come abbiamo fatto per il caso Gregoretti, che il confronto, da parte di Salvini, debba essere davanti alla magistratura. Daremo la possibilità che si facciano le indagini. Nel caso Diciotti ci furono modalità diverse, perché l’allora ministro dell’Interno Salvini si era confrontato in Consiglio dei ministri”.

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