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Legittima difesa, Salvini: “Ascolto Mattarella, ma ormai è legge”

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Non si fa attendere la risposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nella mattinata di venerdì 26 aprile ha promulgato la legge sulla legittima difesa.

Il capo dello Stato, nel promulgare il testo definitivo approvato dal Senato a fine marzo, ha mandato anche una lettera alle Camere. Nella missiva, Mattarella ha sottolineato tutta una serie di incongruenze e criticità della legge. Chiedendo quindi una riflessione sull’applicazione delle norme previste nel testo.

Il capo dello Stato ha puntato il dito soprattutto sul concetto di “grave turbamento”, che non può essere invocato da chi ha sparato, ma deve essere riconosciuto oggettivamente.

Cosa cambia con la legge sulla legittima difesa

Il leader della Lega, al termine di un comizio nel Catanese, ha commentato la notizia. Rispondendo anche alle riflessioni di Mattarella.

“Io ascolto con interesse estremo – ha detto Salvini – i rilievi del capo dello Stato, ma la legittima difesa è legge dello Stato e i rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passar anni davanti a un tribunale in Italia”.

“Questa legge – ha aggiunto il vicepremier – rende il mestiere dei rapinatori più pericoloso di quello che era ieri. Grazie al presidente della Repubblica. Noi stiamo dalla parte di chi si difende”.

A chi gli chiedeva di un possibile ricorso alla Corte costituzionale per la legge, Salvini ha risposto: “Vorrei vedere qualche giudice della Consulta, Dio non voglia, che si trovasse qualcuno in casa armato e sta lì a sfogliare il Codice penale prima di difendere se stesso e i figli. Siamo seri. Chi entra in casa altrui armato, da oggi ne paga le conseguenze. La legge è legge, oggi in Italia fare il rapinatore è più pericoloso rispetto a ieri”.

La legge sulla legittima difesa è l’allungamento del pene del maschio italiano medio (di G. Cavalli)

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