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Mozioni di sfiducia: quella a Salvini può essere discussa prima di quella a Conte

Si aprirebbe uno scenario paradossale, con il leghista defenestrato e un governo ancora in carica

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 10 Ago. 2019 alle 09:37 Aggiornato il 10 Ago. 2019 alle 09:40
Immagine di copertina
Matteo Salvini

La prossima settimana sarà già decisiva per le sorti dell’ormai quasi defunto governo M5s-Lega, ma anche per quelle di Salvini. Lunedì 12 agosto, alle ore 16, si riunirà la conferenza dei capigruppo al Senato.

All’ordine del giorno ci sarà la calendarizzazione della mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo il durissimo scontro a distanza tra quest’ultimo e Salvini sulle ragioni che stanno portando alla caduta dell’esecutivo.

C’è però qualcosa che potrebbe intralciare, e non poco, i piani del ministro dell’Interno. Il Partito Democratico, infatti, ha presentato a sua volta una mozione di sfiducia. Il destinatario è proprio lui, Matteo Salvini.

La mozione sembrava una mossa velleitaria di un’opposizione a corto di idee, ma con l’annuncio di Salvini di voler far cadere il governo tutto cambia.

Il problema principale per il leader della Lega è questo: le mozioni di sfiducia, in teoria, vanno discusse seguendo l’ordine temporale in cui sono state presentate. Quella del PD nei confronti di Salvini è stata presentata prima di quella della Lega nei confronti di Conte.

Ma se fino a qualche giorno fa la sfiducia a Salvini sarebbe stata votata solo dal PD, ora anche i Cinque Stelle sono pronti a sfiduciare il ministro dell’Interno.

Si arriverebbe quindi a uno scenario paradossale: Salvini, che ha spinto per l’accelerazione della crisi di governo e che vuole andare a elezioni già ad ottobre, potrebbe essere il primo ad essere sfiduciato dal parlamento.

Nulla vieterebbe di discutere successivamente la mozione di sfiducia a Conte, ma ciò avverrebbe con un ministro dell’Interno già defenestrato dal parlamento.

Il governo, quindi, almeno per qualche giorno, rimarrebbe in carica senza Salvini. Questo potrebbe portare il M5s alla tentazione di formare una maggioranza alternativa col PD?

Lo scenario, evocato proprio da Salvini, sembra poco probabile. Il PD ha ribadito a più riprese infatti che vuole andare al voto subito.

Resta comunque il paradosso e la possibile beffa per Salvini. L’uomo che ha provocato la crisi e che vorrebbe far cadere Conte (e con lui il governo) potrebbe essere il primo a saltare.

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