Salvini mette alla gogna la ragazza che cantava “Bella Ciao” a Siracusa

Matteo Salvini: "Pugno alzato, “Bella Ciao” e “Salvini vaffanculo”. Anche a Siracusa i democratici ed educati amici dei porti aperti non mancavano...Bacioni per tutti!"

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 12 Ago. 2019 alle 15:23 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:28
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Pugno alzato, “Bella Ciao” e “Salvini vaffanculo”.Anche a Siracusa i democratici ed educati amici dei porti aperti non mancavano…Bacioni per tutti! 😘

Posted by Matteo Salvini on Monday, August 12, 2019

Salvini sottopone alla gogna mediatica una ragazza in protesta a Siracusa

Matteo Salvini commenta con un post su Facebook le proteste dell’11 agosto contro di lui a Siracusa. Sotto al testo del post appare il video delle proteste in cui una ragazza ha il pugno alzato e canta “Bella ciao”: il leader leghista ne approfitta per mettere alla gogna la protesta. Nel video la ragazza canta a gran voce la canzone dei partigiani: alcuni la incoraggiano, altri la fischiano, ma lei grida ancora più forte e sorride. Qualcuno l’ha presa sulle spalle, è sopraelevata rispetto al resto della folla e per questo è ben visibile nel video della diretta pubblicato dalla piattaforma Localteam. “Pugno alzato, “Bella Ciao” e “Salvini vaffanculo”. Anche a Siracusa i democratici ed educati amici dei porti aperti non mancavano…Bacioni per tutti!”, commenta il vicepremier. Salvini sta quindi dicendo che i molti contestatori non sono democratici perché aderenti a una simbologia comunista.

salvini gogna ragazza nera

Le dichiarazioni della ragazza

La ragazza è stata avvicinata da un giornalista durante la diretta e ha preso la parola per leggere la testimonianza di un uomo libico che racconta la situazione del suo paese: “Libia 2018: i migranti sono torturati e i libici semplicemente scompaiono, dice un uomo di 50 anni che ha passato la vita guardando in mare. Dice che a Benghazi puoi uscire al mattino senza che nessuno sappia più nulla di te, poi dopo una settimana o un mese trovano il tuo corpo nascosto dietro un cassonetto e magari nel frattempo la tua famiglia ha dato tutto quello che aveva per pagare il tuo riscatto. Noi di Benghazi siamo stati gli uomini della rivoluzione, dice, ma oggi la città è in mano ai banditi. Le nostre case sono state bruciate dagli uomini di Haftar. Noi siamo la prova vivente che non esiste nessun tentativo di stabilità in questo paese. Il processo democratico è soltanto una farsa”. La causa dell’immigrazione, sembra voler dire la ragazza, è la guerra stessa. Con questo racconto cerca dunque di far riflettere chi ascolta sulle ragioni più profonde gli sbarchi.

Matteo Salvini da alcuni giorni trova spesso molte contestazioni ad accoglierlo durante il suo tour nel Sud Italia. Oltre alla protesta, nel centro di Ortigia in provincia di Siracusa sono apparsi striscioni di protesta con scritte sulla questione migranti come: “Questa è una casa che accoglie”. E ancora: “Non in mio nome”.

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