Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 21:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Donne del Pd in rivolta contro l’esclusione dai ministeri: “Basta con la sottomissione ai maschi”

Immagine di copertina

L’amarezza scatenata dalla mancanza di ministre nella compagine dem è palpabile: dei 23 ministri 15 sono uomini, 8 donne, di cui solo 3 con portafoglio e tutte tecniche. E una specifica del Pd. Nicola Zingaretti prova a rimediare, con esiti non entusiasmanti, spiegando che ci si rifarà con i sottosegretari. “Le donne del Pd sono ancora sottomesse, è il momento di andare a rivendicare la guida del partito”, sostiene Rosy Bindi, in un’intervista a La Stampa.

“Mi dispiace molto, ora immagino che ci sarà un bilanciamento con i viceministri e i sottosegretari nell’affidamento delle deleghe, ma è chiaro che è una grande ferita. Considerando che le forze che hanno dato vita al Pd sono quelle che tradizionalmente si sono battute per la parità, è chiaro che l’assenza di donne stride molto”, prosegue la presidente della Commissione Antimafia.

Dello stesso parere Debora Serracchiani: “Non ci sono più scuse, nessuno spazio ci sarà dato per gentile concessione”. Né, dice, bastano “le quote di genere come riserva indiana: la logica della stabilità interna ha vinto su quella di genere perché non abbiamo ancora preso sul serio la sfida per la leadership”. Indignata Laura Boldrini: “Lo scollamento tra ordini del giorno e scelte politiche mina la credibilità del partito. E non può bastare qualche posto da sottosegretaria”. Dal Nazareno si fa sapere che hanno scelto Palazzo Chigi e il Quirinale. Vero, ma basta?

Secondo Rosy Bindi le donne “dovrebbero imparare come è organizzato il potere e decidersi a occuparlo. Non con lo spirito del dominio ma con lo spirito del servizio. Devono mettersi in testa che in politica nessuno regala nulla, tutto va conquistato. Poiché l’occupazione del potere decisionale è maschile, finché le donne non si decideranno a competere per una leadership i risultati saranno sempre questi”.

Leggi anche: 1. Draghi non parla ma è già furioso con i 5 Stelle in piena emergenza Covid (di M. Antonellis) / 2. Nadia Urbinati a TPI: “La reputazione di Draghi è un passaporto, ma in Parlamento non basterà” / 3. L’estate a scuola? Se lo propone Azzolina è una scemenza, se lo dice Draghi ha perfettamente senso

Ti potrebbe interessare
Musica / Sanremo 2026, Carlo Conti: "Se voterò al referendum? Non lo so"
Opinioni / Lettera a TPI – Non politicizziamo il referendum: la riforma Nordio è sbagliata nel merito
Politica / Luigi Di Maio professore onorario del King’s College di Londra
Ti potrebbe interessare
Musica / Sanremo 2026, Carlo Conti: "Se voterò al referendum? Non lo so"
Opinioni / Lettera a TPI – Non politicizziamo il referendum: la riforma Nordio è sbagliata nel merito
Politica / Luigi Di Maio professore onorario del King’s College di Londra
Politica / Luciano Violante a TPI: “A Trump bisogna rispondere semplificando la democrazia”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Macron attacca Meloni: “Non commenti ciò che accade in Francia”
Politica / "Oggi le libertà spaventano la politica": intervista a Filomena Gallo (Ass. Coscioni)
Politica / Mattarella bacchetta Nordio: "Ci vuole rispetto per il Csm"
Politica / Iran, deputato strappa in aula la foto di Mattarella
Politica / Nordio: “Sorteggio eliminerà sistema para-mafioso al Csm”. L’ira dell’Anm