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M5S, il retroscena: “Di Maio darà le dimissioni da capo politico a fine febbraio”

"A fine febbraio farò una mossa" avrebbe detto il leader pentastellato ai suoi collaboratori. Il retroscena di Salvatore Merlo sul Foglio

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Gen. 2020 alle 13:43
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Immagine di copertina

M5S, il retroscena: “Di Maio darà le dimissioni da capo politico a fine febbraio”

Il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio sta pensando a dare le dimissioni da capo politico M5S? A ipotizzare questo scenario è un retroscena firmato da Salvatore Merlo e pubblicato sul Foglio. Di Maio – che terrebbe per sé l’incarico di ministro degli Esteri – starebbe pianificando il passo indietro per la fine del mese prossimo.

“A fine febbraio farò una mossa”, avrebbe detto ai suoi collaboratori il leader pentastellato. La ragione? Di Maio si sentirebbe “schiacciato” tra il premier Giuseppe Conte e il big M5S Alessandro Di Battista.

“Conte a sinistra e Dibba a destra”, si legge nel retroscena, “circondato da uno stuolo di mezzi leader che vogliono fagli le scarpe, da Fico e da Morra, da Fioramonti e da Taverna, attorcigliato com’è nel garbuglio litigioso del M5s, ecco che Luigi Di Maio un po’ fa spallucce e un po’, ogni tanto, dice ai suoi: “Alla fine di febbraio lascio la guida politica. E vediamo come se la cavano”.”

M5S in crisi, nuovi abbandoni

Intanto prosegue l’emorragia di parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Ieri Santi Cappellani, 29enne catanese, ha lasciato il gruppo pentastellato alla Camera con una lettera a Di Maio, pubblicata sul quotidiano La Sicilia.

“Non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più”, ha scritto Cappellani, “ci siamo imborghesiti, siamo finiti in una spirale di autoreferenzialità”, aggiunge, sottolineando che il Movimento in Sicilia “è in preda all’anarchia, non vi è una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali sono abbandonati a se stessi”.

Il nome di Cappellani figurava nella “lista nera” dei parlamentari M5S in ritardo con la restituzione di una parte delle indennità parlamentari percepite. E proprio ieri il collegio dei probiviri del Movimento avrebbe dovuto emanare dei provvedimenti nei confronti dei parlamentari morosi.

Secondo il regolamento del Movimento, ogni parlamentare deve restituire almeno 2mila euro al mese da investire in progetti e donazioni, oltre a 300 euro destinare invece allo sviluppo della piattaforma Rousseau.

Cappellani non verserebbe nessun rimborso da circa un anno e nei giorni scorsi aveva spiegato il suo ritardo dicendo di essersi dimenticato la password per accedere al sito dove effettuare il pagamento.

Gli ultimi a lasciare il Movimento erano stati i deputati Angiola e Rospi, passati al gruppo misto. Con Cappellani le defezioni parlamentari nel M5S (incluse quelle provocate dalle espulsioni) da inizio legislatura arrivano a 18 (9 deputati e 9 senatori).

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