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Matteo Renzi a Porta a Porta spiega l’addio al Pd: “No a un partito novecentesco, ora una cosa nuova”

L'ex premier in studio su Raiuno per chiarire la scissione

Di Marco Nepi
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 17:05 Aggiornato il 17 Set. 2019 alle 19:54
Immagine di copertina
Immagine da video di Porta a Porta 2016/2017

Renzi a Porta a Porta spiega l’addio al Pd

Oggi, martedì 17 settembre, Matteo Renzi ospite di Porta a Porta da Bruno Vespa ha spiegato i motivi dell’addio al Pd. L’ex premier ha parlato in televisione poche ore aver ufficializzato la rottura con il Partito Democratico in un’intervista rilasciata a Repubblica confermando una volta per tutte la scissione e il suo “me ne vado dal Pd”.

“Il nome della nostra nuova sfida si chiama Italia Viva”, ha detto Renzi su Raiuno. “Il tema – ha spiegato – è parlare, non fare una cosa in politichese, antipatica, noiosa ma parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”. E ha aggiunto: “Io voglio molto bene al popolo del Pd, per sette anni ho cercato disperatamente giorno dopo giorno di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopo di che le polemiche, i litigi, le divisioni erano la quotidianità”.

Cosa ha detto Renzi a Porta a Porta

Parlando della sua idea di formazione politica Renzi a Porta a Porta ha inoltre affermato che: “Il partito novecentesco non funziona più. Voglio fare una cosa nuova, allegra e divertente ma che metta al centro i problemi”.

“I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti. Basta con questa cosa che se faccio una cosa io c’è sempre un retropensiero”. A chi gli ha ricordato che controllava i gruppi, Renzi ha risposto: “È una balla”.

Ovviamente non sono mancati riferimenti al leader della Lega Matteo Salvini: “Ha scelto deliberatamente, alla fine della sessione estiva del Parlamento, di aprire una crisi non per una infrastruttura bloccata dal no dei 5 Stelle o da un luogo di sofferenze, ma dal Papeete, fra cubiste e mojito”. “Noi abbiamo alzato le terga e lo abbiamo messo sotto, perché Salvini chiedeva i pieni poteri”.

Sulla scelta di dare vita a un soggetto autonomo, poi: “È stato un sacrificio personale, la sera prima dell’intervista non ho dormito”.

Renzi analizza la situazione politica evidenziando anche il cambiamento nella linea dei pentastellati. “Se allora avessimo fatto un accordo con i no Vax, i no Tav, saremmo stati spazzati via. Ora è diversa la situazione, sono cambiati loro (i 5 Stelle, ndr) su alcune questioni ad esempio sulla Tav. E ora di no Vax non parla più nessuno, manco la Taverna. Facendo un gioco di parole, noi abbiamo fatto un accordo sul No tax, perché per colpa di Salvini l’Iva sarebbe aumentata”.

Ancora su Salvini, Renzi immagina un duello televisivo, magari a Porta a Porta. “Mi faccia fare un confronto con lui, che ha tempo libero ora. Ultimamente è un po’ scappato”.

Sulle alleanze: “Se avessi continuato a dire no a qualsiasi rapporto con i 5 Stelle avrei consegnato l’Italia alla politica del Papeete. E penso che sarebbe stato un errore”.

Sul segretario Dem Nicola Zingaretti: “Rimane un mio amico, gli auguro ogni bene, gli mando un abbraccio”. “Quando diceva queste cose”, cioè mai con i 5 Stelle, “era spiegabile, non ho nessuna polemica da fare con Zingaretti, credo che abbia lavorato, facendo fatica, da un no secco” a un ok ai “5 Stelle. Lo abbiamo fatto per l’Italia, attaccarlo per questo è profondamente ingiusto”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Sul capogruppo al Senato Andrea Marucci, che non lo segue nell’uscita dal Pd: “È un amico, rispetto la sua scelta – ha detto ancora Renzi a Porta a Porta – e quella di chiunque non la pensa come me, do un abbraccio a tutti, senza polemica. Grillo invece continua a insultarmi e mi sento quello di sempre”.

“Mia moglie è una che non ama apparire, una moderata. Ricordo quando Agnese mi ha detto col telefono in mano: ‘Ma davvero (Salvini, ndr) ha detto che vuole i pieni poteri? I pieni poteri è un’espressione che hanno usato Mussolini e Hitler”.

“Sindaci e governatori è corretto che restino dove sono, fanno bene. Il mio amico Nardella ha fatto benissimo a restare lì. La mia non è un’operazione per portar via governatori ma per far sì che la gente si entusiasmi”.

L’annuncio di Renzi sull’addio al Pd

Con il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti Renzi a Repubblica ha detto di non avere alcun problema personale, ma “il fatto è politico”, ha spiegato. Per l’ex presidente del Consiglio oggi il Pd “è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle”. E alle critiche di chi lo accusa di aver ucciso il partito ha replicato: “Diciamo la verità: c’è una corrente culturale nella sinistra italiana per la quale io sono l’intruso”. Poi chiarisce che a farlo uscire dal Pd non è tutto questo, ma “la mancanza di una visione sul futuro”.

Zingaretti è un uomo fortunato: senza Renzi ora il PD ha davvero un futuro (di L. Telese)

Renzi parla di contrappasso: “Io esco, nei prossimi mesi rientrano D’Alema, Bersani e Speranza. Va via un ex premier, ne torna un altro. Sulla sua nuova compagine, poi, l’ex leader Pd ha fatto sapere che i parlamentari che sceglieranno di andare via insieme a lui “saranno trenta, più o meno”. “Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi”, ha aggiunto. Renzi non ha svelato il nome del nuovo raggruppamento ma ha spiegato che non sarà un partito tradizionale, sarà una casa.

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Concetti che Renzi ribadirà anche a Porta a Porta da Bruno Vespa. La trasmissione andrà in onda su Raiuno a partire alle ore 23,25.