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Il nuovo partito di Matteo Renzi si chiama “Italia Viva”: “Basta politichese”

Lo ha annunciato l'ex segretario del Pd arrivando a Porta a Porta. E ha precisato: "Io voglio bene al Pd"

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 18:57 Aggiornato il 17 Set. 2019 alle 19:35
Immagine di copertina
Matteo Renzi

Il nuovo movimento di Renzi si chiama Italia Viva

“Il nome della nostra nuova sfida si chiama Italia Viva”. Matteo Renzi, arrivando a Porta a Porta, la trasmissione di Raiuno condotta da Bruno Vespa, svela il nome del nuovo partito che ha deciso di fondare dopo aver lasciato il Pd. L’annuncio dell’addio era già arrivato ieri 16 settembre, oggi il passo in avanti.

“Io voglio molto bene al popolo del Pd –  ha detto l’ex segretario del Partito democratico -. Per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopo di che le polemiche, i litigi, le divisioni erano la quotidianità”.

La sua idea e l’anima che Renzi vuole dare a Italia Viva è descritta bene in una sua affermazione di questa sera: “Voglio fare una cosa nuova, allegra e divertente ma che metta al centro i problemi. Il partito novecentesco non funziona più”. E prosegue: “Il tema è parlare, non fare una cosa in politichese, antipatica, noiosa ma parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”.

Renzi, nuovo leader di “Italia Viva”, ha fatto sapere, intanto, che i parlamentari che sceglieranno di andare via insieme a lui “saranno trenta, più o meno”. “Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi”, ha spiegato. E si difende: “I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti. Basta con questa cosa che se faccio una cosa io c’è sempre un retropensiero”.

L’accenno all’attuale segretario del Pd Nicola Zingaretti riapre il dibattito sulle reali motivazioni che hanno spinto Matteo Renzi alla scissione. In un’intervista al quotidiano La Repubblica Renzi oggi ha detto di non avere alcun problema personale con il segretario Nicola Zingaretti, ma “il fatto è politico”. “È stato un sacrificio personale – ha detto, a margine della registrazione del programma -. La sera prima dell’intervista non ho dormito”.

Per l’ex presidente del Consiglio oggi il Pd “è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle”.

E alle critiche di chi lo accusa di aver ucciso il partito ha replicato: “Diciamo la verità: c’è una corrente culturale nella sinistra italiana per la quale io sono l’intruso”. Poi chiarisce che a farlo uscire dal Pd non è tutto questo, ma “la mancanza di una visione sul futuro”.

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