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[Retroscena/M. Antonellis] A Renzi non è bastato aver fatto cadere il governo, vuole umiliare il Pd e chiede 4 ministeri

La strategia doppio-giochista di Franceschini per andare al Quirinale; la maretta in casa Pd per le uscite di Concita De Gregorio

Di Marco Antonellis
Pubblicato il 1 Feb. 2021 alle 10:58 Aggiornato il 1 Feb. 2021 alle 11:14
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Immagine di copertina
Matteo Renzi. Credit: Ansa

“Se finirà con un Conte Ter sarà stata la dimostrazione che Matteo Renzi ha fatto due mesi di casino solo per qualche poltroncina in più. Dall’1,5% finirà sotto l’1. Ma per certi giornali sarà sempre lui il vincitore. Misteri della stampa italiana”, rivelano gole profonde del Nazareno.

Un rimpasto di governo con Conte al comando, invece, permetterebbe al segretario Pd di cambiare qualche casella e di vedere un dem entrare a Palazzo Chigi, magari proprio quel Goffredo Bettini così stimato dal segretario. Franceschini –raccontano i soliti bene informati in Transatlatico – era il meno favorevole a questo scenario e nel Partito Democratico era quello più disponibile a sacrificare direttamente lo stesso Conte, allargando la maggioranza ai centristi per garantirsi una base più ampia nella corsa al Quirinale (e rendere anche meno decisivo Renzi).

Ma il suo disegno potrebbe essere finito in un vicolo cieco, visto che Conte è l’unico punto di equilibrio nella coalizione e Mattarella non vuole avvitarsi in una crisi lunga che possa sfociare alle elezioni. Quindi ora la battaglia si sposterà sui ministri. Renzi ne vuole addirittura quattro e punta a sostituire anche Gualtieri “per umiliarci”, dicono i Dem.

Che infatti fanno muro e di perdere l’Economia non ne vogliono sapere. Nel frattempo si è aperto un altro fronte, l’ennesimo, fra il Pd e Rai Tre, canale considerato da molti vicino ai 5Stelle. Ieri molti Dem sono rimasti letteralmente senza parole quando Fabio Fazio ha chiamato Concita De Gregorio nel suo programma Che Tempo che fa per parlare del suo attacco al Segretario Zingaretti partito dalle pagine di Repubblica.

“Senza un minimo di contraddittorio”, è l’accusa che fanno i Dem al conduttore in procinto di rinnovare il suo contratto per Viale Mazzini. E ieri le pagine social della trasmissione, durante l’intervento della giornalista di Repubblica, sono state prese d’assalto da molti commenti critici a questa scelta.

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