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Prescrizione, Renzi avverte: “Votiamo contro. Se Conte vuole cacciarci, lo dica”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 8 Feb. 2020 alle 12:00
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Matteo Renzi non arretra di un centimetro: Italia Viva, dice, voterà contro il cosiddetto “lodo Conte-bis”, che fa scattare il blocco della prescrizione dopo la condanna in primo grado e lo fa diventare definitivo dopo una seconda condanna in appello. “Decida Conte: se vuole cacciarci, basta dirlo”, avverte l’ex premier ed ex segretario del Pd, intervistato dal Corriere della Sera.

“Forzare sulla prescrizione è oggettivamente assurdo in un momento nel quale abbiamo il coronavirus, l’incidente del Frecciarossa, il Pil negativo”, osserva Renzi. “E tuttavia la forzatura viene dai giustizialisti, non da noi. Noi non stiamo forzando: abbiamo solo chiesto di prenderci tempo con il lodo Annibali. Un anno per riflettere sulle soluzioni migliori e gli altri invece insistono sulla bandierina Bonafede. Capisco i Cinque Stelle che sono in una crisi spaventosa. Mi sfugge invece il motivo per cui il Pd debba ammainare la bandiera garantista dopo aver vinto in Emilia-Romagna grazie a un presidente riformista: ci saranno ragioni che io non conosco, ma è politicamente e logicamente inspiegabile”.

“I nostri tre al governo (le ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, ndr) fanno un grande lavoro. Per noi devono andare avanti”, continua Renzi. “Se invece il Pd ha voglia di occupare anche questi altri tre scranni glieli lasciamo domattina. Se per fare il ministro dobbiamo rimangiare secoli di civiltà giuridica si sappia che non abbiamo problemi a fare un passo indietro. Decida Conte: se vuole cacciarci, basta dirlo. Se vuole tenerci, lavoriamo. Nell’uno e nell’altro caso noi non votiamo il pasticcio prescrizione: le idee vengono prima delle poltrone”.

Dal leader di Italia Viva parole dure anche nei confronti del premier Giuseppe Conte. “Il fatto che il premier, già avvocato, già professore di diritto non colga la differenza getta nello sconforto tutti gli esperti di diritto di questo Paese”, attacca. “Detto questo vorrei chiedere a Conte di occuparsi di cantieri, di tasse, di immigrazione. Se Conte mette sullo stesso piano l’essere giustizialista o garantista significa che la dottrina giuridica non è il suo punto forte, a dispetto del celebre curriculum. Si occupi di altro e gli daremo volentieri una mano”.

Renzi smentisce, poi, le voci secondo cui il suo obiettivo sarebbe sostituire a Palazzo Chigi Conte con il dem Dario Franceschini, oggi ministro dei Beni culturali. “Gossip che vale meno di zero”, taglia corto. “Peraltro in questa vicenda Franceschini è stato ancora più duro di Conte, nel merito. Forse Dario non aveva letto i testi, stavolta. In ogni caso: a me non interessa cambiare il nome del premier. Mi interessa cambiare il modo di lavorare del premier”.

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